Computers and Tao
September 15th, 2009
Che ormai la politica nel ‘bel’ paese vada avanti a suon di denunce e querele lo sappiamo. Ma quando si arriva a denunciare un’organizzazione no-profit che ha contribuito a diffondere cultura in un modo nuovo negli ultimi anni, siamo veramente messi male. Soprattutto se si pensa che il terreno del contendere è un articolo sulla Wikipedia italiana.
Andiamo con ordine. A luglio, l’onorevole Antonio Angelucci, deputato del PdL (non per fare qualunquismo, ma la prima cosa che mi è venuta in mente è stato un sarcastico “strano!”) insieme a Giampaolo Angelucci ha avviato una causa civile nei confronti di Wikimedia Italia per diffamazione, richiedendo un risarcimento per (tenetevi forte) 20 milioni di euro.
Peccato che, per un paio di motivi, Wikimedia non dovrebbe sborsare un centesimo.
Primo, Wikimedia Foundation non è proprietaria né dei server né del dominio. Secondo, Wikimedia non è responsabile di cosa scrivono gli utenti.
Terzo, aggiungo, se l’”onorevole” trovava diffamatorio l’articolo, perché non l’ha modificato lui stesso?
Volendo fare un po’ l’inquisitore vi propongo due possibilità:
1) Il signor Angelucci è ignorante (adesso mi denuncia) in materia e non sa che Wikipedia è liberamente modificabile da chiunque, compreso lui stesso.
2) Il signor Angelucci sa benissimo come funziona Wikipedia è sta tentando di screditare questo alto esponente della cultura e dell’informazione libera.
Chi glielo dice ora al signor Angelucci che per le denunce a Wikimedia è competente il foro di San Francisco (California)? Buon viaggio, “onorevole”.
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