Pirateria. Qui prodest?

November 5th, 2008

Assodato che nel breve periodo la pirateria software danneggia le software house, nel lungo termine a cosa porta?

Domanda a cui la risposta è stata data più e più volte e che mi stupisce non aver ancora trattato. Lo spunto mi è stato dato dall’editoriale di Pensiero Digitale, la newsletter di Programmazione.it.

Diciamo che la diffusione di software come Windows è sempre stata ‘piagata‘ (esiste? -_-) dalla pirateria. Così la gente s’è abituata ad usare Windows (ottenuto legalmente o meno) e non ha avuto bisogno di considerare alternative. Quindi la pirateria ha aiutato la diffusione di Windows, così come di Photoshop, Autocad e compagnia cantante. Lo dimostra il fatto che nonostante la grande mole di copie pirata dei programmi, le aziende non sono ancora andate in fallimento…

Di cosa va a scapito tutto ciò? Tra gli altri, dei programmi free. La gente non considera che al posto di Windows può usare un *nix libero, così non lo prende neanche in considerazione. Perché farsi tanti problemi quando si può piratare Windows?

Una discussione completa sull’argomento la trovate qui. Io volevo solo dare il calcio d’inizio :)

Posted in gpl, pensieri | Comments (4)

4 Responses to “Pirateria. Qui prodest?”

  1. Susanoo-sen Says:

    Credo che il caso più eclatante sia stata la diffusione della ps1, nn centra molto con l’informatica di per se, ma l’esempio calza…

  2. klez Says:

    nono, c’entra eccome!
    La playstation è stata la prima console di un certo successo (escludiamo il sega saturn :P ) a fare uso di cd, cosa che ha reso più semplice piratare giochi (quante cartridges pirata per gameboy abbiamo visto in giro? personalmente 0) a fronte di una piccolissima modifica hardware che consisteva nel saldare un piccolo circuito stampato alla ’scheda madre’. ciò ha favorito il diffondersi della playstation (la gente compra la console perché sa che alla bisogna può farsi passare il gioco da un amico e farne una copia piuttosto che dover comprare tutti i giochi originali).

  3. marcopete87 Says:

    e chi si ricorda l’insuccesso della dreamcast?
    probabilmente, l’utilizzo di un supporto non standard (gd-rom) ne ha penalizzato la distribuzione (i supporti non erano facilmente copiabili).

  4. klez Says:

    bravo pete, è esattamente il problema di cui parlavamo io e cek

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