Computers and Tao
February 10th, 2008

Oggi recensiamo un libro di Pekka Himanen, con prologo di Linus Torvalds ed epilogo di Manuel Castells.
Il libro si intitola “L’etica Hacker e lo spirito dell’età dell’informazione” edito da Feltrinelli. L’argomento è meno ovvio di quello che si pensi. Infatti non si parla delle solite cose del tipo ‘gli hacker non entrano nei computer per rubare informazioni’ ecc., bensì della loro etica del lavoro.
L’autore parte con un excursus sulla differenza nella concezione del lavoro tra l’epoca preprotestante e quella protestante. In sintesi, nell’epoca preprotestante si lavorava con ritmi più blandi, decisi dall’individuo, con l’obiettivo della produttività piuttosto che di lavorare per un certo orario. Di contro l’etica del lavoro protestante lega il lavoratore al proprio orario.
Secondo il libro, dunque, gli hacker si rifanno più al modello preprotestante, ma non completamente. Da un lato gli orari di lavoro sono decisi dall’individuo, l’importante è portare a termine il lavoro, magari oziando la mattina ma lavorando al progetto la notte. D’altra parte lavorano per il puro piacere di fare qualcosa, per passione, come afferma l’autore.
Un libro di cui consiglio la lettura anche solo per puro sfizio intellettuale, per leggere qualcosa di diverso dal solito, qualcosa di informatico ma non necessariamente tecnico.
Autore: Pekka Himanen
Titolo: L’etica hacker e lo spirito dell’età dell’informazione
Casa editrice: La Feltrinelli
ISBN: 88-07-81745-4
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