Computers and Tao
February 26th, 2007
I puristi probabilmente mi vorranno morto dopo questo post
Quella che segue è un’analisi riguardo alle limitazioni che la licenza GNU GPL impone.
La GPL afferma che è possibile copiare, vendere, modificare, redistribuire e trarre profitto dalle modifiche effettuate. MA c’è un ma… Chiunque modifichi il codice e lo voglia redistribuire è COSTRETTO dalla licenza a redistribuire il nuovo codice sotto la medesima licenza. Si chiama ‘effetto virus’ ed è ciò che garantisce che la libertà si propaghi, per così dire.
Vi prego di notare l’accostamento un po’ ‘ossimorico’ delle parole ‘costretto’ e ‘libertà’. La GPL in effetti non è molto libertaria.
Mettiamoci nei panni di un’azienda. Io, software house XYZ impiego denaro e sviluppatori per modificare un software GPL per poi rivendere il mio software modificato ai clienti. Ora, la GPL mi costringe a rilasciare il mio software modificato sempre sotto GPL. Così un’azienda concorrente ABC può benissimo prendere il mio codice modificato e rivenderlo senza spesa, poiché l’investimento e la spesa l’ho fatta io, mentre loro hanno solo preso e rivenduto.
Sì, è vero, ho perso in parte (e sottolineo, in parte) il mio idealismo. Se un’azienda ci spende dei soldi mi pare giusto che abbia almeno un ritorno. Non deve per forza donare alla comunità (non tutti sono filantropi
). Certo, può farlo, ma deve avere la libertà di poter scegliere. E la GPL da sola questa libertà non la da.
L’ideale, a mio parere, sarebbe rilasciare i propri progetti sotto doppia licenza. Da una parte una licenza simil-GPL (per chi vuole modificare il mio software e rendere pubbliche le modifiche) e dall’altra (ad esempio) la BSD, che permette derivazioni “commerciali” (o meglio, proprietarie) del proprio software. Insomma, XYZ potrebbe prendere il software, modificarlo e rendere “a sorgente chiuso” le modifiche apportate, per poi venderlo ai propri clienti, così ABC dovrebbe investire a sua volta denaro per stare al passo. È la concorrenza, funziona così.
Quindi io, amministratore del progetto open source potrei concordarmi con XYZ per vendere loro (sì, ci farei pure i soldi
) il mio software con licenza BSD, con l’impegno da parte loro di non appropriarsi indebitamente del codice scritto da me e dalla community. Parallelamente la mia community continuerà a usare e migliorare la versione GPL del mio software, che le aziende potranno poi utilizzare a loro volta (acquistando di nuovo la licenza o cose così…)
Spero di essere stato chiaro
Se vedete un tizio somigliante a un misto tra Marx e Gesù e rispondente al nome di Richard Stallman che mi cerca, voi non mi avete visto
Posted in gpl, linux, pensieri | Comments (4)
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March 4th, 2007 at 14:04
oppure, si potrebbe rendere disponibile solo una parte del codice, per esempio per alcune dll il cui sviluppo è saltuario.
March 4th, 2007 at 14:10
scusa, e a che pro?
March 5th, 2007 at 20:04
rendere più veloce lo sviluppo di librerie dll, magari inerenti all’aspetto, lingua, …
March 6th, 2007 at 15:32
Bellissimo hai aperto un blog, non mi hai mai avvisato, complimenti ora le seguiro e grazie per averci aggiunti alla blog-roll.
Scusate il commento fuori tema