Computers and Tao
September 7th, 2009
Una casella di testo, due pulasanti sotto e tre link a lato. Vi ricorda niente?
L’interfaccia minimalista di Google è stata ora brevettata. Ovviamente solo la parte citata (in quanto il logo è già coperto da copyright).
E io, come al solito quando si parla di brevetti sul software o parti di esso, mi faccio qualche problema
.
In pratica, ora, chiunque vorrà usare un design del genere dovrà pagare o non usarlo.
Ripeto qual è il mio problema riguardo ai brevetti nel settore del software: mentre altri settori, ad esempio la meccanica, procedono relativamente lentamente, l’informatica procede sempre a passi da gigante, e l’innovazione è sempre dietro l’angolo. I brevetti in questo settore non fanno altro che rallentare l’innovazione in un settore già di per sé assai competitivo. Se, ad esempio, Microsoft avesse brevettato l’idea di ‘Cestino’ (ovvero una directory in cui risiedono temporaneamente i file cancellati) oggigiorno le varie distro GNU/Linux sarebbero impossibilitate a usarlo, in quanto, generalmente, non avrebbero i fondi necessari a pagare il diritto d’uso di quel brevetto.
Nel 2006 Google aveva già brevettato il design dei suoi risultati di ricerca. Ora l’interfaccia. Come andrà a finire? Saremo sommersi da brevetti e ogni volta che creiamo un programma o un sito dovremo consultare l’ufficio brevetti per verificare di non infrangere alcun brevetto? Assisteremo ad una ‘guerra dei brevetti’ in cui le grandi aziende cercheranno di accaparrarsi il maggior numero possibile di brevetti da far poi valere in tribunale per ammazzarsi tra loro a suon di spese legali? Vedremo…
Posted in brevetti, news, web | Comments (1)
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September 7th, 2009 at 20:28
Quoto appieno la critica al sistema americano dei brevetti; tuttavia, vedendo la faccenda da un’altro punto di vista, per le piccole aziende è il principale (se nn l’unico) modo per ragrannellare denaro….
Sarebbe più giusto dare un limite di tempo “umano” per l’esclusiva per poi renderli di fatto aperti.