Copyright? Sì, grazie!

March 9th, 2008

Immagino che alcuni di voi penseranno che chi è a favore del free software sia contrario al copyright. Errore! In realtà, la licenza GNU GPL si basa interamente sul concetto di copyright. Ma andiamo con ordine.


Il copyright si definisce come “legal concept, enacted by most governments, giving the creator of an original work exclusive rights to it, usually for a limited time”[1] ovvero, tradotto: “concetto legale, messo in atto da molti governi, che da al creatore di un’opera originale diritti esclusivi su di essa, di solito per un tempo limitato”. Ciò vuol dire che l’autore, e solo l’autore, ha il diritto di fare ciò che vuole dell’opera.

Inoltre “In all countries where the Berne Convention standards apply, copyright is automatic, and need not be obtained through official registration with any government office.”[1] ovvero, “in tutte le città in cui si applicano gli standard della Convenzione di Berna, il copyright è automatico, e NON necessita di essere ottenuto attraverso registrazioni ufficiali presso uffici governativi”. Il che vuol dire che il copyright viene attribuito all’opera all’atto della sua creazione. Quindi il semplice fatto, ad esempio, di scrivere una canzone da all’autore il copyright su di essa (ammesso, ovviamente, che sia un’opera originale e che non l’abbia scopiazzata da qualcun altro).

Dove voglio andare a parare? Ah, già, la GPL. Tornando al discorso iniziale, se non esistesse il concetto di copyright, la GPL non potrebbe esistere. Mi spiego meglio. La GPL afferma che, se qualcuno volesse riprodurre o modificare un software, dovrebbe comunque rilasciare il nuovo codice sotto GPL. Questo è reso possibile dal copyright, in quanto l’autore originale esercita il suo diritto di fare ciò che vuole con la propria opera, ma d’altra parte ne mantiene la paternità, dicendo: “Ok, puoi usare il mio codice, modificarlo e redistribuirlo. Ma se lo fai devi farlo pubblicando le tue modifiche sotto GPL”. Se non ci fosse il copyright, chiunque potrebbe prendere il codice GPL di qualcun altro e assumerne la paternità, o semplicemente ignorare i dettami della GPL.

Da questo punto di vista, la GPL è molto diversa dal rendere un’opera di pubblico dominio. Con la prima opzione, infatti, l’autore mantiene il copyright sull’opera. Nel secondo caso, invece, vi rinuncia completamente.

Il problema del copyright contro cui molti si scagliano non è il copyright in sé, bensì lo sfruttamento indiscriminato dei diritti d’autore, che vanno a favorire pochi a discapito di molti. Un esempio diffuso è quello della musica. Il consumatore ha pochissimi diritti riguardo a ciò che può fare con la musica che ha legalmente acquistato, mentre la casa discografica si riserva moltissimi diritti. Per esempio, io compro un CD, vado a una fiera di paese a fare il dj (magari gratis) e metto su dei brani dal CD che ho comprato. Non ci vedo niente di male, no? Il cd l’ho pagato e dovrei essere a posto. Errore. Devo pagare i diritti per l’esecuzione pubblica dei brani.

Concludendo, non scagliamoci inutilmente contro il copyright, che è un concetto sacrosanto anche per l’open source. Scagliamoci piuttosto (in senso figurato, ovviamente) contro coloro che fanno del copyright un’arma per eliminare i nostri diritti di consumatori, ovvero fare ciò che più ci garba con ciò che abbiamo acquistato e PAGATO.

[1] Wikipedia – Voce ‘Copyright’

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