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	<title>KlezLab &#187; pensieri</title>
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		<title>Wikimedia Italia &#8211; 20M di euro per diffamazione</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 09:48:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Che ormai la politica nel &#8216;bel&#8217; paese vada avanti a suon di denunce e querele lo sappiamo. Ma quando si arriva a denunciare un&#8217;organizzazione no-profit che ha contribuito a diffondere cultura in un modo nuovo negli ultimi anni, siamo veramente messi male. Soprattutto se si pensa che il terreno del contendere è un articolo sulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che ormai la politica nel &#8216;bel&#8217; paese vada avanti a suon di denunce e querele lo sappiamo. Ma quando si arriva a denunciare un&#8217;organizzazione no-profit che ha contribuito a diffondere cultura in un modo nuovo negli ultimi anni, siamo veramente messi male. Soprattutto se si pensa che il terreno del contendere è un articolo sulla Wikipedia italiana.</p>
<p><span id="more-215"></span>Andiamo con ordine. A luglio, l&#8217;onorevole Antonio Angelucci, deputato del PdL (non per fare qualunquismo, ma la prima cosa che mi è venuta in mente è stato un sarcastico &#8220;strano!&#8221;) insieme a Giampaolo Angelucci ha avviato una causa civile nei confronti di Wikimedia Italia per diffamazione, richiedendo un risarcimento per (tenetevi forte) 20 milioni di euro.</p>
<p>Peccato che, per un paio di motivi, Wikimedia non dovrebbe sborsare un centesimo.</p>
<p>Primo, Wikimedia Foundation non è proprietaria né dei server né del dominio. Secondo, Wikimedia non è responsabile di cosa scrivono gli utenti.</p>
<p>Terzo, aggiungo, se l&#8217;&#8221;onorevole&#8221; trovava diffamatorio l&#8217;articolo, perché non l&#8217;ha modificato lui stesso?</p>
<p>Volendo fare un po&#8217; l&#8217;inquisitore vi propongo due possibilità:</p>
<p>1) Il signor Angelucci è ignorante (adesso mi denuncia) in materia e non sa che Wikipedia è liberamente modificabile da chiunque, compreso lui stesso.<br />
2) Il signor Angelucci sa benissimo come funziona Wikipedia è sta tentando di screditare questo alto esponente della cultura e dell&#8217;informazione libera.</p>
<p>Chi glielo dice ora al signor Angelucci che per le denunce a Wikimedia è competente il foro di San Francisco (California)? Buon viaggio, &#8220;onorevole&#8221;.</p>
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		<title>Sbarramento al 4% &#8211; facciamo un po&#8217; di matematica</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2009 09:09:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>klez</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri, guardando Porta a Porta per conoscere il risultato delle Elezioni Europee, ho sentito una frase di Casini (UDC) che poneva il problema dello sbarramento al 4% introdotto di recente per il Parlamento Europeo. A prescindere dai risultati dei singoli partiti che non hanno avuto seggi proprio a causa dello sbarramento, ho voluto tirare le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri, guardando Porta a Porta per conoscere il risultato delle Elezioni Europee, ho sentito una frase di Casini (UDC) che poneva il problema dello sbarramento al 4% introdotto di recente per il Parlamento Europeo. A prescindere dai risultati dei singoli partiti che non hanno avuto seggi proprio a causa dello sbarramento, ho voluto tirare le somme.</p>
<p><span id="more-193"></span></p>
<p>Secondo i dati disponibili al momento (99.85% delle schede sono state scrutinate mentre scrivo, quindi una percentuale comunque attendibile a meno di ribaltoni all&#8217;ultimo momento, e che comunque non porterebbero grandi differenze) in totale hanno votato 30,580,221 persone, un record negativo di affluenza in italia seppur nel&#8217;ottica di un forte astensionismo in tutta europa che ci colloca tra i paesi più &#8216;europeisti&#8217;.</p>
<p>Ma ciò che mi preme sottolineare è il fatto che su 13 tra piccole coalizioni e singoli partiti, solo 5 avranno seggi al parlamento. I restanti 8 rimarranno a bocca asciutta. Poco male, penseranno in molti. Se non hanno avuto neanche il 4% dei voti non sono un gran numero. Ma sommando i voti di questi partiti possiamo notare che 4,108,195 italiani (contando solo quelli che hanno votato) non sono rappresentati al parlamento europeo, ovvero il 13.16% dei votanti.</p>
<p>L&#8217;ho volutamente messa in chiave matematica e non do giudizi sul risultato delle europee. Ciò su cui vorrei che si riflettesse è: quale democrazia può praticamente imbavagliare oltre quattro milioni di votanti? Evidentemente qualcosa non funziona.</p>
<p>Lo sbarramento al 4% non fa che aumentare la psicosi da &#8216;voto utile&#8217; che c&#8217;è stata propinata sin dalle politiche del 2008, lasciando fuori dalla gestione del paese i piccoli partiti che, visti i numeri, meriterebbero quanto meno quella manciata di seggi che matematicamente spetterebbero loro (solo per le europee, i partiti che non hanno superato lo sbarramento avrebbero occupato per l&#8217;Italia 9 seggi – per difetto – su 72).</p>
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		<title>L&#8217;utilità del blogger nel contrastare i Mass Media</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 23:35:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>klez</dc:creator>
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		<category><![CDATA[pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Al giorno d&#8217;oggi, come sappiamo, l&#8217;informazione di massa è in mano a pochi. La comunicazione è del tipo uno-a-molti (ovvero, un&#8217;unica entità eroga l&#8217;informazione e molti la ricevono). Pensiamo alla televisione, al duopolio RAI-Mediaset.
Dov&#8217;è l&#8217;alternativa? Le TV locali? Qualità scarsa a mio parere. Normalmente i telegiornali locali trattano prevalentemente temi di portata al più regionale. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al giorno d&#8217;oggi, come sappiamo, l&#8217;informazione di massa è in mano a pochi. La comunicazione è del tipo uno-a-molti (ovvero, un&#8217;unica entità eroga l&#8217;informazione e molti la ricevono). Pensiamo alla televisione, al duopolio RAI-Mediaset.</p>
<p><span id="more-156"></span>Dov&#8217;è l&#8217;alternativa? Le TV locali? Qualità scarsa a mio parere. Normalmente i telegiornali locali trattano prevalentemente temi di portata al più regionale. MTV/La7? La prima è prevalentemente un canale musicale e (pur mostrandosi come una realtà giovane e libertaria) è assoggettata, bene o male, a gruppi di potere (la maggior parte dei video che vediamo sono comunque prodotti delle major&#8230;). La seconda è per certi versi interessante, ma comunque è troppo poco in un&#8217;Italia che si accontenta del solito <em>panem et circenses</em>. E, tra l&#8217;altro, entrambe fanno parte del gruppo Telecom Italia Media, proprietà per la maggior parte di Telecom Italia (quindi qualcuno che ha comunque interesse nel mantenere l&#8217;ignoranza dei cittadini a livelli alti).</p>
<p>Ci stanno svuotando la testa. Ci propinano quella che loro chiamano &#8216;informazione&#8217;. Nei telegiornali vediamo intere pagine dedicate al gossip o alle cosiddette &#8216;curiosità&#8217; (come i vari servizi farlocchi del TG2 sulle ultime tendenze nel Regno Unito e i <a href="http://klezlab.altervista.org/mass-media-e-controculture" target="_self">già discussi</a> servizi sulle controculture). Ci bombardano di reality che spengono il cervello e distraggono dai problemi veri. Censurano l&#8217;informazione.</p>
<p>Soprattutto quest&#8217;ultimo punto è, a mio parere, la nota dolente. Quante volte in un telegiornale avete sentito parlare, per esempio, della proposta di legge Carlucci? E&#8217; una cosa che riguarda tutti, eppure non è mai stata menzionata in un telegiornale, oppure è stato discusso così poco che mi è sfuggito&#8230; Dopotutto a chi interessa il futuro delle libertà digitali quando abbiamo l&#8217;orsetto dello zoo di Berlino?</p>
<p>Ma veniamo al punto, ovvero alla domanda iniziale. Dov&#8217;è l&#8217;alternativa?</p>
<p>L&#8217;alternativa c&#8217;è, eccome. Basta spegnere la TV e avviare il nostro browser. E saremo sommersi da più informazione di quanta ce ne hanno propinata i mass media in tutta la nostra vita. Notiziari online, forum, newsletter, articoli tematici e, soprattutto blog.</p>
<p>Il blog è il nuovo mezzo di comunicazione mediatica dell&#8217;era digitale. Tutti possiamo essere giornalisti. Tutti possiamo essere opinionisti (non quelli di Domenica IN <img src='http://klezlab.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':-P' class='wp-smiley' />  ). Tutti possiamo dire la nostra, discutere e smuovere le coscienze. Possiamo fare la differenza. Possiamo diffondere ciò che i media generalisti non hanno il coraggio, la volontà o la possibilità di far conoscere. Facendo sapere chi siamo o restando nell&#8217;anonimato. Una scelta, quest&#8217;ultima, non dettata da vigliaccheria. Ma da un nostro diritto sacrosanto (qualcuno si è mai lamentato che gli alcoolisti anonimi siano, appunto, anonimi?). Abbiamo la possibilità di proporre un&#8217;alternativa, un&#8217;informazione vista non dagli occhi di chi è al potere, ma dagli occhi di chi, ogni giorno, vive la quotidianità.</p>
<p>E cosa volgiono fare? Vogliono toglierci il diritto a esprimerci. Vogliono tapparci la bocca, violando addirittura la Dichiarazione Universale dei Diritti dell&#8217;Uomo. Vogliono farci passare per quelli cattivi, per i pirati, per pedofili, per sobillatori, per terroristi.</p>
<p>Ma i veri terroristi sono i giornalisti. Quelli che vi fanno pensare che ci sia sempre un capro espiatorio per i mali dell&#8217;Italia (prima gli Slavi, poi gli Albanesi, ora i Rumeni). Che l&#8217;unico modo per eliminare le (poche) mele marce di internet sia quello di controllarci tutti (colpirne cento per punirne uno???) e di dare la possibilità al governo di chiudere ciò che non gli fa comodo (la parola &#8216;Cina&#8217; vi dice niente?).</p>
<p>E invece no! Pensate con la vostra testa! Mostrate che non siete d&#8217;accordo!</p>
<p>Continuiamo il nostro lavoro, blogger. Continuiamo a far scorrere il nostro pensiero, tanti piccoli torrenti che unendosi diventano un fiume in piena.</p>
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		<title>Approvata in Francia la cosiddetta &#8216;Dottrina Sarkozy&#8217;</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Apr 2009 09:56:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>klez</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Signori, benvenuti nel Medioevo digitale! In una situazione degna di un romanzo di Gibson, viene approvato in Francia il testo della legge 331-24, ovvero la cosiddetta &#8216;Dottrina Sarkozy&#8217;. Quella per cui, dopo che si viene &#8216;pizzicati&#8217; (per la spiegazione delle virgolette continuate a leggere) per tre volte a piratare file online, si viene privati per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Signori, benvenuti nel Medioevo digitale! In una situazione degna di un romanzo di Gibson, viene approvato in Francia il testo della legge 331-24, ovvero la cosiddetta &#8216;Dottrina Sarkozy&#8217;. Quella per cui, dopo che si viene &#8216;pizzicati&#8217; (per la spiegazione delle virgolette continuate a leggere) per tre volte a piratare file online, si viene privati<span style="text-decoration: line-through;"> per un certo periodo</span> da due a dodici mesi della connessione ad Internet.</p>
<p><span id="more-153"></span>Come a dire che per difendere un diritto &#8216;debole&#8217; (i giuristi direbbero &#8216;patrimoniale&#8217;) come quello d&#8217;autore si va a ledere una delle libertà fondamentali sancite dalla <a href="http://www.interlex.it/testi/dichuniv.htm" target="_blank">Dichiarazione Universale dei Diritti dell&#8217;Uomo</a>, ovvero la libertà di manifestare il proprio pensiero (art. 18).</p>
<p>Il bello è che non servirà che la violazione del diritto d&#8217;autore venga provata. Basterà il mero sospetto. In soldoni, la major discografica denuncerà il presunto fatto all&#8217;autorità competente e&#8230; zac! Bollati come pirati senza possibilità di appello prima della terza violazione, ovvero a connessione tagliata.</p>
<p>E ovviamente ci sarà chi userà questo strumento a fini politici. Non mi fa comodo un blogger? Lo denuncio per filesharing e gli faccio tagliare la connessione, così da rendergli più difficoltoso pubblicare la sua immondizia.</p>
<p>C&#8217;è da dire che la legge non è ancora stata approvata dal parlamento, e, in ogni caso, va contro le <a href="http://punto-informatico.it/2570650/PI/News/ue-ghigliottina-sulle-disconnessioni.aspx" target="_blank">recenti disposizioni</a> dell&#8217;Unione Europea a riguardo. Quindi abbiamo ancora da sperare&#8230; forse&#8230;</p>
<p>Va da sé che se la legge verrà pienamente approvata in Francia, non ci vorrà molto perché i nostri politici (sempre in linea con &#8216;il resto d&#8217;Europa&#8217; quando si tratta di tagliarci le gambe, e mai quando si tratta dei nostri diritti) decidano di fare altrettanto.</p>
<p>In parole povere, siamo a un passo da un nuovo medioevo: quello telematico. In cui, invece della caccia alle streghe, avremo la caccia al downloader, accusa che si userà per togliere di mezzo dissidenti e personaggi scomodi, o semplicemente chi non è in linea con l&#8217;establishment.</p>
<p>E, noi che non ci stiamo, potremmo essere tra i primi&#8230;</p>
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		<title>Mass media e controculture</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 14:26:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>klez</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che negli ultimi anni si cerchi sempre di fare sensazionalismo nei TG e in televisione in generale ormai lo sappiamo. E sappiamo anche che ogni volta che i telegiornali e i vari talk show aprono bocca su controculture, sottoculture e controtendenze (le sottotendenze non esistono?) dicono una marea di fregnacce.
E io mi incazzo!
Lo sappiamo che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che negli ultimi anni si cerchi sempre di fare sensazionalismo nei TG e in televisione in generale ormai lo sappiamo. E sappiamo anche che ogni volta che i telegiornali e i vari talk show aprono bocca su controculture, sottoculture e controtendenze (le sottotendenze non esistono?) dicono una marea di fregnacce.</p>
<p><span id="more-138"></span>E io mi incazzo!</p>
<p>Lo sappiamo che non esiste persona più faziosa di Emilio Fede. Ebbene, guardate un po&#8217; <a href="http://www.video.mediaset.it/mplayer.html?sito=password&amp;data=2009/02/25&amp;id=8572&amp;from=link" target="_blank">un servizio</a> della trasmissione passwor*d, e se non ci vedete niente di fazioso o, comunque, concordate sul fatto che il documento sia &#8216;drammatico&#8217;, beh, ragazzi, state messi male.</p>
<p>Lasciando stare i <a href="http://klezlab.altervista.org/ravers-rule" target="_blank">raver</a> e gli <a href="http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Emo" target="_blank">emo</a> (oggeto di un recente servizio sul TG2) che sono culture alquanto controverse, quindi la puttanata è sempre dietro l&#8217;angolo, pensiamo ai praticanti di parkour e calcio freestyle. Ora, il TG1 afferma in un recente servizio (non ricordo la data precisa, comunque nell&#8217;edizione serale) che i calciatori freestyler fanno le loro acrobazie accompagnati da musica Hip-Hop. Siccome mi suonava strano ho dato una veloce occhiata ai video ti tal argomento su youtube. Secondo voi ne ho visto almeno uno che fosse accompagnato da musica Hip-Hop in sottofondo? Ovviamente no.</p>
<p>La mia domanda ora è:<br />
Perché? Ma soprattutto, Perché?</p>
<p>Perché i giornalisti devono parlare di cose che non conoscono, e quando ne parlano dicono una valanga di cazzate, una marea di puttanate e uno tsunami di boiate? I motivi che mi vengono in mente sono 2:</p>
<p>1)Il facile sensazionalismo fa audience (teoria del &#8216;panem et circenses&#8217;)<br />
2)Tentano di delegittimare agli occhi dell&#8217;opinione pubblica le controculture, cosicché il &#8216;mainstream&#8217; possa essere l&#8217;unica cultura dominante.</p>
<p>L&#8217;ipotesi 1 mi sembra la più probabile, visti i tempi mediatici che corrono. Ma vedendo il servizio di passwor*d (tra l&#8217;altro c&#8217;è da chiedersi perché l&#8217;abbiano scritto così&#8230;) i dubbi mi vengono sulla seconda ipotesi&#8230; mah&#8230;</p>
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		<title>Validi motivi per crittografare</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Mar 2009 11:58:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>klez</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando ho inviato le domande per l&#8217;intervista a bsdpunk, gli ho chiesto, scherzosamente, se volesse la mia chiave pubblica gpg per mandarmi le risposte crittate. Lui mi ha risposto &#8220;No, ma è bello che tu c&#8217;abbia pensato&#8221;. Ho riflettuto un po&#8217; su questa risposta e sono giunto alle seguenti conclusioni.
Quando la gente viene invitata ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando ho inviato le domande per l&#8217;<a href="http://klezlab.altervista.org/intervista-a-bsdpunk" target="_blank">intervista</a> a bsdpunk, gli ho chiesto, scherzosamente, se volesse la mia chiave pubblica gpg per mandarmi le risposte crittate. Lui mi ha risposto &#8220;No, ma è bello che tu c&#8217;abbia pensato&#8221;. Ho riflettuto un po&#8217; su questa risposta e sono giunto alle seguenti conclusioni.</p>
<p><span id="more-134"></span>Quando la gente viene invitata ad usare la crittografia, la risposta, di solito, è nell&#8217;ordine di &#8220;Non ho nulla da nascondere&#8221;. E questo è sacrosanto. Ma vediamola da un altro punto di vista.</p>
<p>Devo inviare a qualcuno un documento privato, che non voglio che nessuno legga (e credetemi, c&#8217;è gente parecchio interessata alle nostre comunicazioni). Cosa faccio? Gli mando il documento crittato e mi sento tranquillo. Errore! Se qualcuno è là in ascolto dei vostri dati, si accorgerà che avete mandato qualcosa di crittografato, si chiederà incuriosito &#8220;E che sarà mai?&#8221; e cercherà di aprirlo con le varie tecniche che ogni buon cracker o sedicente tale (o semplicemente il govern&#8230;ahem..uno spione) conosce.</p>
<p>Cosa possiamo fare per evitarlo? Semplice! Crittografiamo tutto! Così chi vede passare il nostro traffico lo vedrà tutto crittografato. E dopo essersi preso la briga di decrittare un po&#8217; di documenti, vedendo che non contengono informazioni sensibili, si stancherà e lascerà perdere, oppure comincerà a prendere campioni a caso. Così quando arriverà il documento veramente importante ci sono buone probabilità che lo ignori tra le migliaia di altri dati crittati che escono dal vostro computer. Moltiplicate questo comportamento per, diciamo, tutte le persone con cui comunicate e vedrete che ci sarà tanto traffico crittato e comincerà essere difficile intercettarlo e decrittarlo tutto.</p>
<p>Ora, perché io per primo non faccio ciò? Perché se chiedo a un mio amico: &#8220;Mi dai la tua chiave pubblica gpg?&#8221; lui come minimo mi risponde con una lunga serie di &#8216;e&#8217; terminate da un&#8217;acca e un&#8217;altra serie di &#8216;?&#8217;. In parole povere, non sa di cosa io stia parlando.</p>
<p>Quindi la prima cosa da diffondere sarebbe la cultura della crittografia. Quindi, per fare la mia parte, nella pagina &#8216;Autori&#8217; del sito troverete un link alla mia chiave pubblica gpg. Se dovete scrivermi usatela, anche se dovete scrivermi solo &#8216;ciao&#8217;. Se entrerete in questo &#8216;mindframe&#8217;, la rete e la libera comunicazione, in futuro, ne trarranno beneficio.</p>
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		<title>Internet. Esempio di anarchia?</title>
		<link>http://klezlab.altervista.org/internet-esempio-di-anarchia</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Feb 2009 23:16:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ultimamente, a causa di alcune proposte di legge (il link ne è solo un esempio) definite da molti come liberticide, si sente molto spesso affermare che internet è anarchica, nel senso che non dovrebbe essere sotto il controllo di alcun governo. Ma è realmente così? Permettetemi una personale analisi sull&#8217;argomento.
Prima di tutto, come funziona a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ultimamente, a causa di alcune <a href="http://punto-informatico.it/2553740/PI/Brevi/ddl-carlucci-fuori-anonimi-dalla-rete.aspx">proposte di legge</a> (il link ne è solo un esempio) definite da molti come liberticide, si sente molto spesso affermare che internet è anarchica, nel senso che non dovrebbe essere sotto il controllo di alcun governo. Ma è realmente così? Permettetemi una personale analisi sull&#8217;argomento.</p>
<p><span id="more-132"></span>Prima di tutto, come funziona a livello sociale internet? Semplificando, un individuo (oggi va di moda chiamarli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Netizen" target="_blank">netizen</a>) decide che vuole la sua piccola fetta di internet, si prende uno spazio (pagando l&#8217;hosting o facendo tutto da casa sul proprio computer) ed eventualmente un nome di dominio. Poi prende e mette quello che si sente di mettere in condivisione con gli altri (sia esso un pensiero, un file multimediale o altro; in generale dei contenuti). E chiunque è virtualmente libero di fare ciò.</p>
<p>Qui sorge il primo problema: la parola &#8216;virtualmente&#8217;. Già, perché in qualsiasi modo la vogliamo vedere ci sono dei costi per questo (i costi di hosting o comunque la connettività) che possono cadere direttamente sul soggetto o su un gruppo/comunità (pensiamo ai provider di hosting gratuito come altervista o autistici) che comunque daranno le proprie regole e limitazioni (per esempio su altervista è vietato porre banner pubblicitari che non siano forniti dal provider stesso). E queste son già di per sé due limitazioni: il costo (pur relativamente basso) e la limitazione di libertà nella scelta dei contenuti (in questo caso ho citato i banner ma, pr esempio, almeno tempo fa, su netsons non era possibile scrivere nelle pagine nomi di programmi eseguibili, ad esempio &#8216;mount&#8217;). Quindi abbiamo già una prima filtrazione.</p>
<p>La seconda potrebbe arrivare con le varie leggi che ho citato all&#8217;inizio dell&#8217;articolo.</p>
<p>Detto questo, pare ovvio che se vogliamo un&#8217;internet realmente libera bisogna eliminare almeno due cose: l&#8217;interesse economico e la censura.</p>
<p>Fatto questo, internet, a mio modesto parere, non andrebbe comunque considerata un&#8217;anarchia (intesa in senso &#8217;sociale&#8217;). Piuttosto una <a href="http://www.panarchy.org/depuydt/1860.it.html" target="_blank">panarchia</a>.</p>
<p>Mi spiego meglio. Prendiamo ad esempio un forum. L&#8217;amministratore di questo forum può lui stesso applicare una censura sui contenuti, ad esempio eliminando i post sconvenienti o bannando gli utenti &#8216;poco comodi&#8217; (mi è successo di trovarmi in un forum così e me ne sono andato di mia sponte). Un altro amministratore, d&#8217;altro canto, potrebbe lasciare che le cose si evolvano da sé nei vari topic.</p>
<p>Ora, nessuno è costretto a iscriversi ad un forum del &#8216;primo tipo&#8217; (quello con regime dittatoriale), ma quel forum ha il sacrosanto diritto di star là, finché non viola le libertà altrui. O meglio, finché non &#8216;invade&#8217; l&#8217;altro forum (quello, per così dire, libertario). Marthin Luther King una volta disse &#8220;La mia libertà finisce dove comincia la vostra&#8221;. Mai frase, secondo me, meglio rappresenta l&#8217;etica che dovrebbe abbracciare internet.</p>
<p>Con questo gozzoviglio di pensieri, cosa intendo dire? Internet dovrebbe essere lasciata libera (in pieno stile etica hacker), ma considerarla un&#8217;ananrchia dal punto di vista sociale è secondo me fuorviante. Dal punto di vista &#8216;etimologico&#8217; (assenza di governo) posso anche accettarlo. Ma purtroppo internet non è questo attualmente, e non lo sarà finché vi saranno interessi politici ed economici a controllarla.</p>
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		<title>Guitar Hero peggio della pirateria?</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Feb 2009 00:23:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>klez</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ok, il titolo è un po&#8217; provocatorio, ma tant&#8217;è. A quanto pare l&#8217;industria musicale non è contenta della piega che ha preso la relazione tra le major e i creatori di giochi come Guitar Hero e Rock Band (qualcuno ha deto Frets On Fire?).
Ebbene, pare che ciò che le software house produttrici di tali giochi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ok, il titolo è un po&#8217; provocatorio, ma tant&#8217;è. A quanto pare l&#8217;industria musicale non è contenta della piega che ha preso la relazione tra le major e i creatori di giochi come Guitar Hero e Rock Band (qualcuno ha deto <a href="http://fretsonfire.sourceforge.net/" target="_blank">Frets On Fire</a>?).</p>
<p><span id="more-128"></span>Ebbene, pare che ciò che le software house produttrici di tali giochi corrispondano alle major sia una cifra irrisoria, al punto che la Warner minaccia di non rinnovare le licenze (e da canto suo, la MTV games, produttrice di Rock Band minaccia di tagliare i ponti per prima&#8230; ironico&#8230;).</p>
<p>Ciò che appare evidente in questa vicenda è che, in ogni caso, giochi del genere sono un ottimo canale di promozione musicale. Per esempio, da Guitar Hero 3 ho scoperto un sacco di canzoni che prima non conoscevo e che mi son piaciute (Knights of Cydonia dei Muse, Through the Fire and Flames dei Dragonforce, Hit me With your Best Shot di Pat Benatar, Talk Dirty to Me dei Poison, ecc. ecc. ecc.). Così si riscoprono vecchie glorie (i Cream del 1968?) e &#8216;nuovi&#8217; talenti (i già citati Dragonforce).</p>
<p>Dunque di nuovo una lotta tra le major che non capiscono niente, le software house che non pagano il &#8216;dovuto&#8217; (son sempre un po&#8217; riluttante a dire che le major meritino così tanti soldi&#8230;) e quelli che, ovviamente e al solito, vengono presi di mezzo: i consumatori.</p>
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		<title>Alla faccia di chi ci vuole male</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 23:02:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>klez</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi riferisco a noi artisti Creative Commons (sì, includo anche me stesso  )
A quanto pare il primo album mp3 nella classifica vendite di Amazon.com per il 2008 è un album&#8230; gratuito. Parliamo ovviamente di Ghosts I-IV dei Nine Inch Nails.
Diciamo però come stanno le cose esattamente. L&#8217;album su Amazon viene venduto a 5$ (equivalente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi riferisco a noi artisti Creative Commons (sì, includo anche me stesso <img src='http://klezlab.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> )</p>
<p>A quanto pare il primo album mp3 nella classifica vendite di Amazon.com per il 2008 è un album&#8230; gratuito. Parliamo ovviamente di Ghosts I-IV dei Nine Inch Nails.</p>
<p><span id="more-84"></span>Diciamo però come stanno le cose esattamente. L&#8217;album su Amazon viene<a href="http://www.amazon.com/b/ref=amb_link_7866952_18?ie=UTF8&amp;node=1240544011&amp;pf_rd_m=ATVPDKIKX0DER&amp;pf_rd_s=browse&amp;pf_rd_r=0KD0QFMYCGN4FZW36PZJ&amp;pf_rd_t=101&amp;pf_rd_p=467043511&amp;pf_rd_i=1239034011" target="_blank"> venduto</a> a 5$ (equivalente a poco più di 3€), ma sul sito dei NiN è possibile <a href="http://ghosts.nin.com/main/order_options" target="_blank">scaricarlo gratuitamente</a> (oltre a varie altre opzioni a pagamento). Tra le altre spicca un&#8217;edizione limitata a 2500 copie da 300$ contenente edizioni in vinile, CD e libri che, nonostante la gratuità dell&#8217;album in mp3, ha fatto il tutto esaurito! Questo per dire che rilasciare un album gratuitamente non significa non guadagnarci.</p>
<p>Tutto ciò nonostante Kid Rock si <a href="http://musica.excite.it/news/9963/Kid-Rock-contro-iTunes-compensi-troppo-bassi" target="_blank">lamenti</a> del livellamento dei prezzi su iTunes (perché dovrei pagare un suo brano allo stesso prezzo di uno di artisti meno famosi?, dice lui, essendo però favorevole al p2p), nonostante le continue guerre delle major e di blasonati artisti (i <a href="http://www.trackback.it/articolo/i-metallica-di-nuovo-contro-il-p2p/6666/">Metallic</a><a href="http://www.trackback.it/articolo/i-metallica-di-nuovo-contro-il-p2p/6666/" target="_blank">a</a> per esempio) contro la musica disponibile gratuitamente su internet.</p>
<p>Se ai fan piace la musica di un artista, sarà ben disposto a sborsare qualche soldo per sostenerlo.</p>
<p>Esempio pratico. I <a href="http://www.jamendo.com/it/artist/talco" target="_blank">Talco</a>, un gruppo ska delle mie parti, hanno reso disponibili gratuitamente due loro album su Jamendo, dove è possibile ricevere donazioni. Un simpaticone gli ha fatto una donazione di 150€.  Senza contare i soldi guadagnati con concerti, vendita di album e ricavi pubblicitari (che Jamendo offre in base alle visite alle pagine degli artisti).</p>
<p>Insomma, un futuro roseo forse si prospetta per la musica gratuita. O quantomeno sarà così se gli artisti technofobi capiranno l&#8217;antifona.</p>
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		<title>La RIAA se la prende pure con i malati&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Dec 2008 23:30:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>klez</dc:creator>
				<category><![CDATA[first life]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo vari casi grotteschi, tipo quello di una denuncia verso una persona morta, la RIAA passa a denunciare una ragazza in attesa di trapianto.

Ovviamente voglio sperare che la cosa non sia intenzionale, ma la rappresentante dell&#8217;industria discografica statunitense ha denunciato una ragazza malata di pancreatite per la condivisione di 10 (dico 10&#8230; meno di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo vari casi grotteschi, tipo quello di una <a href="http://www.p2pforum.it/forum/archive/index.php/t-26439.html" target="_blank">denuncia verso una persona morta</a>, la RIAA passa a denunciare una ragazza in attesa di trapianto.</p>
<p><span id="more-78"></span></p>
<p>Ovviamente voglio sperare che la cosa non sia intenzionale, ma la rappresentante dell&#8217;industria discografica statunitense ha denunciato una ragazza malata di pancreatite per la condivisione di 10 (dico 10&#8230; meno di un album) brani, ed ora la poveretta (già ovviamente in cattive acque per problemi di salute che, ricordiamocelo, negli Stati Uniti costa cara) dovrà sborsare 8000 dollari di risarcimento.</p>
<p>L&#8217;avvocato <a href="http://recordingindustryvspeople.blogspot.com/" target="_blank">Ray Beckerman</a> si è offerto di assistere la famiglia gratuitamente per la riapertura del caso, frettolosamente chiuso dal giudice dato che l&#8217;imputata e la madre non si sono presentate all&#8217;udienza.</p>
<p>Ripeto, la RIAA all&#8217;atto della denuncia non poteva sapere dei problemi di salute della ragazza, ma vista la situazione avrebbe anche potuto soprassedere una volta appresa la notizia.</p>
<p>Senza parlare della già discussa iniquità dei risarcimenti richiesti da RIAA (10 canzoni che su iTunes si pagano 9.99 dollari in tutto vengono a portare a una multa di 8000 dollari???).</p>
<p>In questo casi mi dico boh&#8230; l&#8217;etica?</p>
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