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	<title>KlezLab &#187; news</title>
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	<description>Computers and Tao</description>
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		<title>Ieri moriva un pezzo di storia di internet</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 16:18:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>klez</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che belli i tempi in cui ci accontentavamo di 15 MB di spazio per l&#8217;hosting, non ci servivano php e MySQL, ci accontentavamo di un dominio rappresentato da una sottocartella di una sottocartella&#8230; E ieri un pezzo di questa forma pionieristica di web publishing si è chiuso. Ieri è stato ufficialmente chiuso Geocities.
A quanto pare, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che belli i tempi in cui ci accontentavamo di 15 MB di spazio per l&#8217;hosting, non ci servivano php e MySQL, ci accontentavamo di un dominio rappresentato da una sottocartella di una sottocartella&#8230; E ieri un pezzo di questa forma pionieristica di web publishing si è chiuso. Ieri è stato ufficialmente chiuso Geocities.</p>
<p><span id="more-227"></span>A quanto pare, nella ristrutturazione aziendale di Yahoo!, il caro vecchio servizio di hosting amatoriale era diventato un brutto peso economico, tanto da tagliarlo senza pietà, lasciando alla memoria dei netizen di fine anni 90 e primi anni del nuovo millennio solo i mirror dei siti su <a href="http://www.archive.org">archive.org</a> .</p>
<p>Eh sì, che bei tempi quelli, in cui tutti potevano informare tutti sui temi che più gli piacevano, in cui la misura del successo di un sito era il contavisite in fondo alla pagina; i tempi di html malformato, colori che accecavano e gif animate pescate qua e là nella rete.</p>
<p>Se ne va anche il mio primo sito (una cosa imbarazzante a dire la verità <img src='http://klezlab.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /> ), throttlehackcrack, che ha segnato un pezzo della mia storia personale, in cui mi divertivo a modificare i contenuti del notepad di windows per tradurre i menu in lingua veneta.</p>
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		<title>Wikimedia Italia &#8211; 20M di euro per diffamazione</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 09:48:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>klez</dc:creator>
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		<category><![CDATA[news]]></category>
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		<description><![CDATA[Che ormai la politica nel &#8216;bel&#8217; paese vada avanti a suon di denunce e querele lo sappiamo. Ma quando si arriva a denunciare un&#8217;organizzazione no-profit che ha contribuito a diffondere cultura in un modo nuovo negli ultimi anni, siamo veramente messi male. Soprattutto se si pensa che il terreno del contendere è un articolo sulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che ormai la politica nel &#8216;bel&#8217; paese vada avanti a suon di denunce e querele lo sappiamo. Ma quando si arriva a denunciare un&#8217;organizzazione no-profit che ha contribuito a diffondere cultura in un modo nuovo negli ultimi anni, siamo veramente messi male. Soprattutto se si pensa che il terreno del contendere è un articolo sulla Wikipedia italiana.</p>
<p><span id="more-215"></span>Andiamo con ordine. A luglio, l&#8217;onorevole Antonio Angelucci, deputato del PdL (non per fare qualunquismo, ma la prima cosa che mi è venuta in mente è stato un sarcastico &#8220;strano!&#8221;) insieme a Giampaolo Angelucci ha avviato una causa civile nei confronti di Wikimedia Italia per diffamazione, richiedendo un risarcimento per (tenetevi forte) 20 milioni di euro.</p>
<p>Peccato che, per un paio di motivi, Wikimedia non dovrebbe sborsare un centesimo.</p>
<p>Primo, Wikimedia Foundation non è proprietaria né dei server né del dominio. Secondo, Wikimedia non è responsabile di cosa scrivono gli utenti.</p>
<p>Terzo, aggiungo, se l&#8217;&#8221;onorevole&#8221; trovava diffamatorio l&#8217;articolo, perché non l&#8217;ha modificato lui stesso?</p>
<p>Volendo fare un po&#8217; l&#8217;inquisitore vi propongo due possibilità:</p>
<p>1) Il signor Angelucci è ignorante (adesso mi denuncia) in materia e non sa che Wikipedia è liberamente modificabile da chiunque, compreso lui stesso.<br />
2) Il signor Angelucci sa benissimo come funziona Wikipedia è sta tentando di screditare questo alto esponente della cultura e dell&#8217;informazione libera.</p>
<p>Chi glielo dice ora al signor Angelucci che per le denunce a Wikimedia è competente il foro di San Francisco (California)? Buon viaggio, &#8220;onorevole&#8221;.</p>
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		<title>Google brevetta l&#8217;interfaccia</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 09:38:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>klez</dc:creator>
				<category><![CDATA[brevetti]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>

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		<description><![CDATA[Una casella di testo, due pulasanti sotto e tre link a lato. Vi ricorda niente?

L&#8217;interfaccia minimalista di Google è stata ora brevettata. Ovviamente solo la parte citata (in quanto il logo è già coperto da copyright).
E io, come al solito quando si parla di brevetti sul software o parti di esso, mi faccio qualche problema [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una casella di testo, due pulasanti sotto e tre link a lato. Vi ricorda niente?</p>
<p><span id="more-213"></span></p>
<p>L&#8217;interfaccia minimalista di Google è stata ora <a href="http://patft1.uspto.gov/netacgi/nph-Parser?Sect1=PTO1&amp;Sect2=HITOFF&amp;d=PALL&amp;p=1&amp;u=%2Fnetahtml%2FPTO%2Fsrchnum.htm&amp;r=1&amp;f=G&amp;l=50&amp;s1=D533561.PN.&amp;OS=PN/D533561&amp;RS=PN/D533561" target="_blank">brevettata</a>. Ovviamente solo la parte citata (in quanto il logo è già coperto da copyright).</p>
<p>E io, come al solito quando si parla di brevetti sul software o parti di esso, mi faccio qualche problema <img src='http://klezlab.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':-P' class='wp-smiley' />  .</p>
<p>In pratica, ora, chiunque vorrà usare un design del genere dovrà pagare o non usarlo.</p>
<p>Ripeto qual è il mio problema riguardo ai brevetti nel settore del software: mentre altri settori, ad esempio la meccanica, procedono relativamente lentamente, l&#8217;informatica procede sempre a passi da gigante, e l&#8217;innovazione è sempre dietro l&#8217;angolo. I brevetti in questo settore non fanno altro che rallentare l&#8217;innovazione in un settore già di per sé assai competitivo. Se, ad esempio, Microsoft avesse brevettato l&#8217;idea di &#8216;Cestino&#8217; (ovvero una directory in cui risiedono temporaneamente i file cancellati) oggigiorno le varie distro GNU/Linux sarebbero impossibilitate a usarlo, in quanto, generalmente, non avrebbero i fondi necessari a pagare il diritto d&#8217;uso di quel brevetto.</p>
<p>Nel 2006 Google aveva già brevettato il design dei suoi risultati di ricerca. Ora l&#8217;interfaccia. Come andrà a finire? Saremo sommersi da brevetti e ogni volta che creiamo un programma o un sito dovremo consultare l&#8217;ufficio brevetti per verificare di non infrangere alcun brevetto? Assisteremo ad una &#8216;guerra dei brevetti&#8217; in cui le grandi aziende cercheranno di accaparrarsi il maggior numero possibile di brevetti da far poi valere in tribunale per ammazzarsi tra loro a suon di spese legali? Vedremo&#8230;</p>
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		<title>Si esprime contro la &#8216;dottrina Sarkozy&#8217;. Licenziato.</title>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2009 21:56:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>klez</dc:creator>
				<category><![CDATA[first life]]></category>
		<category><![CDATA[hacktivism]]></category>
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		<description><![CDATA[Jérôme Bourreau-Guggenheim, un dipendente della divisione web dell&#8217;emittente francese TF1, ha scritto un&#8217;email ai propri rappresentanti in parlamento. In questa mail dissuadeva dal votare a favore della cosiddetta &#8216;dottrina Sarkozy&#8217;, ovvero quella legge (da poco approvata anche dal senato Francese), secondo cui chi viene &#8216;pizzicato&#8217; tre volte a condividere musica online viene disconnesso dalla rete [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Jérôme Bourreau-Guggenheim, un dipendente della divisione web dell&#8217;emittente francese <a href="http://www.tf1.fr/" target="_blank">TF1</a>, ha scritto un&#8217;email ai propri rappresentanti in parlamento. In questa mail dissuadeva dal votare a favore della cosiddetta &#8216;dottrina Sarkozy&#8217;, ovvero quella legge (da poco <a href="http://punto-informatico.it/2621491/PI/News/dottrina-sarkozy-quasi-legge.aspx" target="_blank">approvata</a> anche dal senato Francese), secondo cui chi viene &#8216;pizzicato&#8217; tre volte a condividere musica online viene disconnesso dalla rete senza possibilità d&#8217;appello, se non a cose fatte.</p>
<p>Una copia di questa mail è arrivata al suo capo, che il 16 aprile scorso l&#8217;ha licenziato, adducendo motivi di &#8216;divergenze strategiche&#8217; con l&#8217;azienda.</p>
<p><span id="more-174"></span>Jérôme è stato da alcuni definito &#8216;il primo martire di hadopi&#8217; (l&#8217;ente che dovrebbe tagliare le connessioni ai recidivi), ma io non la vedo così. È stato &#8217;solamente&#8217; vittima di un capo cieco e dispotico che l&#8217;ha licenziato, alla fin fine, per motivi politici. Magari aspettava solo l&#8217;occasione buona per liberarsi di lui, ma questa è solo un&#8217;idea mia&#8230;</p>
<p>A quanto pare, per dirla tutta, TF1 è a favore della legge hadopi. E ciò fa pensare ancora di più ad un licenziamento politico. Inoltre l&#8217;email di protesta era stata inviata dall&#8217;indirizzo email privato di Jérôme, non da quello di lavoro. A mio parere un&#8217;azienda non dovrebbe impicciarsi delle idee politiche dei suoi dipendenti.</p>
<p>La domanda, inoltre, è:  perché il ministero della cultura, ricevuta copia dell&#8217;email, l&#8217;ha inoltrata a TF1? Secondo alcuni era per puro scopo informativo (del tipo &#8216;guardate cosa pensa la gente di questa legge&#8217;, ma senza sapere che Jérôme fosse un dipendente dell&#8217;azienda). E in questo caso sorge una seconda domanda: perché la mail non era stata inoltrata a TF1 eliminando i dati personali (ovvero l&#8217;indirizzo email) dell&#8217;utente?</p>
<p>La cosa puzza di bruciato&#8230; forse ne riparleremo&#8230;</p>
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		<title>Windows XP duro a morire</title>
		<link>http://klezlab.altervista.org/windows-xp-duro-a-morire</link>
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		<pubDate>Sun, 03 May 2009 09:34:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>klez</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[windows]]></category>

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		<description><![CDATA[Mike Nash, vicepresidente del settore Windows Pruduct Management di Microsoft, ha annunciato che la vita di Windows XP sarà prolungata ulteriormente, per la precisione di un anno dopo il rilascio di Windows 7.
A quanto pare il sistema operativo Microsoft più apprezzato dagli utenti gode, nonostante gli annunci di abbandono del progetto, di ottima salute.
La data [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mike Nash, vicepresidente del settore Windows Pruduct Management di Microsoft, <a href="http://www.pcworld.com/businesscenter/article/164128/windows_xp_will_still_be_available_after_windows_7_release.html" target="_blank">ha annunciato</a> che la vita di Windows XP sarà prolungata ulteriormente, per la precisione di un anno dopo il rilascio di Windows 7.</p>
<p><span id="more-171"></span>A quanto pare il sistema operativo Microsoft più apprezzato dagli utenti gode, nonostante gli annunci di abbandono del progetto, di ottima salute.</p>
<p>La data della pensione era stata, all&#8217;inizio, fissata per il 30 giugno 2008 ma, vuoi per le proteste degli utenti, vuoi perché sui netbook non può girare Vista, i rumors davano già per certo che prima del 2010 il sistema non sarebbe stato abbandonato. E così sarà, visto che la data di rilascio di Windows 7 è stata fissata per inizio settembre 2009.</p>
<p>Sembra proprio che Microsoft, stavolta, abbia fatto male i conti rispetto ai prodotti da dismettere. Probabilmente WIndows XP sarà quello che, fino a pochi anni fa, è stato Windows 98, ovvero uno dei sistemi operativi più utilizzati nonostante l&#8217;abbandono del progetto.</p>
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		<title>Oracle compra Sun&#8230; e mò?</title>
		<link>http://klezlab.altervista.org/oracle-compra-sun-e-mo</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 07:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>klez</dc:creator>
				<category><![CDATA[first life]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[Circa una settimana fa, il colosso del computing enterprise Oracle ha comprato la Sun Microsystem, non certo per un piatto di lenticchie (7.4 milioni di dollari).
Questa si rivela una mossa che avrà certamente dei pro e dei contro.
Sul lato dei pro, sappiamo che Orcle considera Java un progetto molto importante, e che, quindi, continuerà attivamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Circa una settimana fa, il colosso del computing enterprise Oracle ha comprato la Sun Microsystem, non certo per un piatto di lenticchie (7.4 milioni di dollari).</p>
<p><span id="more-169"></span>Questa si rivela una mossa che avrà certamente dei pro e dei contro.</p>
<p>Sul lato dei pro, sappiamo che Orcle considera Java un progetto molto importante, e che, quindi, continuerà attivamente il suo sviluppo, supportata, ovviamente, dalla comunità Java.</p>
<p>Inoltre Oracle ha tutto l&#8217;interesse a mantenere attivo anche lo sviluppo di Solaris, in quanto il database della &#8216;grande O&#8217; (sembra il titolo di un film porno XD) sembra quasi fatto apposta per girare su tale sistema operativo.</p>
<p>I dubbi cominciano a venire quando pensiamo proprio al prodotto di punta di Oracle, ovvero Oracle Database. Ricordiamo che Sun è (era) proprietaria del database MySQL. Secondo alcuni, il database free non avrà problemi di sorta, in quanto Oracle potrebbe voler attirare utenti dal basso, tenendo MySQL come soluzione entry level e puntando a vendere il proprio database commerciale agli utenti avanzati. Nessun cambiamento sembra dunque prospettarsi a riguardo.</p>
<p>Un&#8217;altra fonte di &#8216;concorrenza&#8217; interna potrebbe venire da VirtualBox, che entrerà, per così dire, in conflitto con la virtual machine di Oracle, ovvero Oracle VM. Ma questo genere di cose sìè già vista, quindi è assai probabile che Virtual Box venga mantenuto un progetto attivo e che le nuove funzionalità e le varie tecnologie utilizzate andranno a confluire nell VM proprietaria.</p>
<p>Ora i punti dolenti: OpenOffice.org e Netbeans. Che interesse può avere Oracle a mantenere in salute OpenOffice? Per come la vedo io, solo il ritorno di immagine. Ma spero di sbagliarmi.</p>
<p>Per quanto riguarda NetBeans, ricordiamo che Oracle ha già un proprio IDE, JDeveloper, per non parlare del fatto che è sostenitrice del progetto Eclipse.</p>
<p>Vedremo come va a finire&#8230;</p>
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		<title>Mestre Hacklab</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 07:40:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>klez</dc:creator>
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		<category><![CDATA[mestre hacklab]]></category>

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		<description><![CDATA[Giovedì 14 maggio alle 21.30, presso il Tuttinpiedi (Piazzetta Canova &#8211; Corti Femminili &#8211; Mestre) si terrà la prima riunione del Mestre Hacklab. In questa occasione faremo brainstorming per definire l&#8217;hacklab stesso.
Negli incontri successivi parleremo di informatica sia dal punto di vista tecnico che da quello del&#8217;hacktivismo.
Siete quindi tutti invitati a partecipare, portare le vostre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giovedì 14 maggio alle 21.30, presso il Tuttinpiedi (<a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;source=s_q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=piazzetta+canova+mestre&amp;ie=UTF8&amp;ll=45.48702,12.257416&amp;spn=0.007356,0.019312&amp;z=16&amp;iwloc=A" target="_blank">Piazzetta Canova</a> &#8211; Corti Femminili &#8211; Mestre) si terrà la prima riunione del Mestre Hacklab. In questa occasione faremo brainstorming per definire l&#8217;hacklab stesso.</p>
<p>Negli incontri successivi parleremo di informatica sia dal punto di vista tecnico che da quello del&#8217;hacktivismo.</p>
<p>Siete quindi tutti invitati a partecipare, portare le vostre idee e la vostra esperienza. Non importa che siate alle prime armi o esperti. L&#8217;importante è che abbiate voglia di imparare, insegnare, condividere!</p>
<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://klezlab.altervista.org/wp-content/uploads/2009/04/hacklab.jpg"><img class="size-full wp-image-166" title="volantino hacklab" src="http://klezlab.altervista.org/wp-content/uploads/2009/04/hacklab.jpg" alt="volantino hacklab" width="600" height="424" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Approvata in Francia la cosiddetta &#8216;Dottrina Sarkozy&#8217;</title>
		<link>http://klezlab.altervista.org/approvata-in-francia-la-cosiddetta-dottrina-sarkozy</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Apr 2009 09:56:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>klez</dc:creator>
				<category><![CDATA[first life]]></category>
		<category><![CDATA[hacktivism]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>

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		<description><![CDATA[Signori, benvenuti nel Medioevo digitale! In una situazione degna di un romanzo di Gibson, viene approvato in Francia il testo della legge 331-24, ovvero la cosiddetta &#8216;Dottrina Sarkozy&#8217;. Quella per cui, dopo che si viene &#8216;pizzicati&#8217; (per la spiegazione delle virgolette continuate a leggere) per tre volte a piratare file online, si viene privati per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Signori, benvenuti nel Medioevo digitale! In una situazione degna di un romanzo di Gibson, viene approvato in Francia il testo della legge 331-24, ovvero la cosiddetta &#8216;Dottrina Sarkozy&#8217;. Quella per cui, dopo che si viene &#8216;pizzicati&#8217; (per la spiegazione delle virgolette continuate a leggere) per tre volte a piratare file online, si viene privati<span style="text-decoration: line-through;"> per un certo periodo</span> da due a dodici mesi della connessione ad Internet.</p>
<p><span id="more-153"></span>Come a dire che per difendere un diritto &#8216;debole&#8217; (i giuristi direbbero &#8216;patrimoniale&#8217;) come quello d&#8217;autore si va a ledere una delle libertà fondamentali sancite dalla <a href="http://www.interlex.it/testi/dichuniv.htm" target="_blank">Dichiarazione Universale dei Diritti dell&#8217;Uomo</a>, ovvero la libertà di manifestare il proprio pensiero (art. 18).</p>
<p>Il bello è che non servirà che la violazione del diritto d&#8217;autore venga provata. Basterà il mero sospetto. In soldoni, la major discografica denuncerà il presunto fatto all&#8217;autorità competente e&#8230; zac! Bollati come pirati senza possibilità di appello prima della terza violazione, ovvero a connessione tagliata.</p>
<p>E ovviamente ci sarà chi userà questo strumento a fini politici. Non mi fa comodo un blogger? Lo denuncio per filesharing e gli faccio tagliare la connessione, così da rendergli più difficoltoso pubblicare la sua immondizia.</p>
<p>C&#8217;è da dire che la legge non è ancora stata approvata dal parlamento, e, in ogni caso, va contro le <a href="http://punto-informatico.it/2570650/PI/News/ue-ghigliottina-sulle-disconnessioni.aspx" target="_blank">recenti disposizioni</a> dell&#8217;Unione Europea a riguardo. Quindi abbiamo ancora da sperare&#8230; forse&#8230;</p>
<p>Va da sé che se la legge verrà pienamente approvata in Francia, non ci vorrà molto perché i nostri politici (sempre in linea con &#8216;il resto d&#8217;Europa&#8217; quando si tratta di tagliarci le gambe, e mai quando si tratta dei nostri diritti) decidano di fare altrettanto.</p>
<p>In parole povere, siamo a un passo da un nuovo medioevo: quello telematico. In cui, invece della caccia alle streghe, avremo la caccia al downloader, accusa che si userà per togliere di mezzo dissidenti e personaggi scomodi, o semplicemente chi non è in linea con l&#8217;establishment.</p>
<p>E, noi che non ci stiamo, potremmo essere tra i primi&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Jamendo premia i downloader</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2009 11:41:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>klez</dc:creator>
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		<category><![CDATA[musica]]></category>
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		<description><![CDATA[Siccome in Europa sembra impazzare la cosiddetta &#8216;Dottrina Sarkozy&#8217;, Jamendo decide di comportarsi esattamente al contrario, premiando i downloader di musica Creative Commons. Non mi dilungo troppo nei dettagli, dato che un post già fatto vale più di 100 post clonati   quindi vi do direttamente il link. Buon download!
PS, questo spiega il widget [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siccome in Europa sembra impazzare la cosiddetta &#8216;Dottrina Sarkozy&#8217;, Jamendo decide di comportarsi esattamente al contrario, premiando i downloader di musica Creative Commons. Non mi dilungo troppo nei dettagli, dato che un post già fatto vale più di 100 post clonati <img src='http://klezlab.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' />  quindi vi do direttamente il <a href="http://ase.emv3.com/I?a=A9X7CkHJwjKdsJerX,cJW77i8A" target="_blank">link</a>. Buon download!</p>
<p>PS, questo spiega il widget di Jamendo a destra del blog <img src='http://klezlab.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Le librerie Qt saranno rilasciate sotto LGPL</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 22:32:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>klez</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A partire dall versione 4.5 delle librerie Qt, Nokia (l&#8217;attuale proprietaria del toolkit grafico multiplatform) le rilascerà sotto licenza LGPL, e non GPL come ha fatto finora. Cosa comporta tutto ciò?
Ricordiamo che i termini della GPL sono chiari: qualsiasi progetto che utilizza codice GPL deve essere rilasciato a sua volta sotto la licenza GPL. Questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A partire dall versione 4.5 delle librerie Qt, Nokia (l&#8217;attuale proprietaria del toolkit grafico multiplatform) le rilascerà sotto licenza LGPL, e non GPL come ha fatto finora. Cosa comporta tutto ciò?</p>
<p><span id="more-86"></span>Ricordiamo che i termini della GPL sono chiari: qualsiasi progetto che utilizza codice GPL deve essere rilasciato a sua volta sotto la licenza GPL. Questo è chiamato effetto virus. Ma mettiamoci nei panni di un&#8217;azienda che vuole utilizzare le librerie QT per un&#8217;applicazione chiusa (perché no?). Secondo la GPL non è possbile, e finora l&#8217;unica alternativa che avevano le aziende era acquistare da Nokia (e prima ancora da Trolltech) la licenza d&#8217;uso commerciale al &#8216;modico&#8217; prezzo di 4950$ a sviluppatore.</p>
<p>La LGPL è, d&#8217;altra parte, meno restrittiva. Infatti i progetti derivanti da codice LGPL possono anche essere rilasciati sotto licenze differenti. Questo è un grande passo avanti per Nokia, che punta a spargere il più possibile le librerie Qt in ogni dove. Questa mossa le sarà sicuramente d&#8217;aiuto, e non andrà certo ad intaccare il patrimonio dell&#8217;azienda finlandese.</p>
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