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	<title>KlezLab &#187; linux</title>
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	<description>Computers and Tao</description>
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		<title>Modificare la scheda audio di default su Ubuntu</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 00:24:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>klez</dc:creator>
				<category><![CDATA[linux]]></category>

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		<description><![CDATA[Il portatile su cui uso Ubuntu, purtroppo, ha la scheda audio rotta. Così, tempo fa, ho acquistato una piccola scheda audio esterna. Il problema è che, non essendola scheda di default, il player flash di Firefox non la utilizzava. Quindi mi son messo di buzzo buono e ho disabilitato la scheda interna e reso scheda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il portatile su cui uso Ubuntu, purtroppo, ha la scheda audio rotta. Così, tempo fa, ho acquistato una piccola scheda audio esterna. Il problema è che, non essendola scheda di default, il player flash di Firefox non la utilizzava. Quindi mi son messo di buzzo buono e ho disabilitato la scheda interna e reso scheda primaria quella USB. Ecco il procedimento per *ubuntu 9.10.</p>
<p><span id="more-229"></span>Per prima cosa dobbiamo scoprire qual è il modulo che viene caricato per la scheda che vogliamo disabilitare. Quindi apriamo un terminale e digitiamo:</p>
<pre>less /proc/asound/modules</pre>
<p>In output avrete qualcosa di simile</p>
<pre>0 snd_ali5451
1 snd_usb_audio</pre>
<p>ovvero, nel mio caso, la scheda principale (ali5451) e quella usb. Se a questo punto non vedete il driver per la vostra scheda audio esterna (che dovrebbe iniziare con snd_usb) o se ne vedete solo una, significa che la vostra scheda non è supportata.</p>
<p>Ora, prima di tutto, andiamo ad impedire che venga caricato il modulo della scheda interna. Quindi prendete nota del nome del modulo e da terminale aprite il file /etc/modprobe.d/blacklist.conf</p>
<pre>sudo nano /etc/modprobe.d/blacklist.conf</pre>
<p>Al posto di nano potete usare l&#8217;editor che più vi aggrada.</p>
<p>Ora,dopo aver fornito la vostra password, andiamo alla fine del file e digitiamo su una nuova riga</p>
<pre>blacklist snd_ali5451</pre>
<p>Mettendo, ovviamente, al posto di snd_ali5451 il nome del driver della vostra scheda audio (insomma, quello di cui avete preso nota prima).</p>
<p>Premete ctrl+o per salvare e ctrl+x per uscire.</p>
<p>A questo punto, però, ALSA (il sistema audio di linux) impedisce di settare le schede audio usb come schede di default. Perciò andremo a cambiare quest&#8217;impostazione, aprendo il file /etc/modprobe.d/alsa-base.conf</p>
<pre>sudo nano /etc/modprobe.d/alsa-base.conf</pre>
<p>Andiamo poi alla ricerca della seguente riga (verso la fine del file)</p>
<pre>options snd-usb-audio index=-2</pre>
<p>e aggiungiamo un cancelletto (#) all&#8217;inizio della riga, così verrà ignorata.</p>
<pre>#options snd-usb-audio index=-2</pre>
<p>Salviamo anche questo file e riavviamo. Ora la nostra scheda esterna funzionerà benissimo con tutte le applicazioni!</p>
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		<title>Utilizzare i file di I-Doser su Linux e Mac Os X</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Feb 2009 15:29:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>klez</dc:creator>
				<category><![CDATA[gpl]]></category>
		<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[mac os x]]></category>
		<category><![CDATA[script]]></category>

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		<description><![CDATA[Per chi fosse interessato ad ascoltare i file di I-Doser ma non avesse Windows, o non volesse utilizzare una virtual machine, o fosse contrario all&#8217;abuso della GPL che perpetra I-Doser, presento qui una piccola guida corredata di script (creato modestamente da me  ) per poter convertire, e quindi utilizzare e ascoltare, i file di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per chi fosse interessato ad ascoltare i file di I-Doser ma non avesse Windows, o non volesse utilizzare una virtual machine, o fosse contrario all&#8217;<a href="http://uazu.net/sbagen/i-doser.html" target="_blank">abuso della GPL che perpetra I-Doser</a>, presento qui una piccola guida corredata di script (creato modestamente da me <img src='http://klezlab.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':-P' class='wp-smiley' /> ) per poter convertire, e quindi utilizzare e ascoltare, i file di I-Doser su Linux, Mac Os X o qualsiasi sistema unix.</p>
<p><span id="more-122"></span>Per prima cosa dovete procurarvi drg2sbg da Google Code a <a href="http://code.google.com/p/drg2sbg/" target="_blank">questo indirizzo</a>. Quindi entrate nella cartella dove avete estratto il file e digitate i soliti</p>
<pre>./configure
make
sudo make install #oppure su -c "make install" se sudo non è configurato nel vostro sistema</pre>
<p>Se usate Mac Os X il configure fallirà. In questo caso (o comunque se il configure fallisse), entrate nella cartella src e compilate il programma in questo modo:</p>
<pre>gcc drgdata.c drgtosbg.c -lcrypto -o drgtosbg</pre>
<p>Poi copiate il file eseguibile drgtosbg in una cartella che faccia parte del PATH degli eseguibili (in /usr/bin per esempio).</p>
<p>Fatto questo, salvate questo script (ad esempio come batchdrg.sh)</p>
<pre>#!/bin/bash</pre>
<pre>shopt -s nullglob</pre>
<pre>drg2sbg=drgtosbg</pre>
<pre>mkdir sbgfiles</pre>
<pre>
for i in *.drg</pre>
<pre>do</pre>
<pre>newname=`echo "$i"|sed s/.drg/.sbg/`</pre>
<pre>$drg2sbg "$i" -o "sbgfiles/$newname"</pre>
<pre>done</pre>
<p>e rendetelo eseguibile con</p>
<pre>chmod +x batchdrg.sh</pre>
<p>Infine, spostate lo script in una cartella che contenga i file .drg di I-Doser e lanciatelo. Lo script creerà una cartella sbgfiles contenente i file .sbg, ovvero i file di I-Doser convertiti in questo altro formato.</p>
<p>La domanda ora sorge spontanea. Come li ascolto questi file?<br />
Semplicissimo! Con il programma sbagen, che potete reperire a <a href="http://uazu.net/sbagen/" target="_blank">questo link</a> .</p>
<p>Per usarlo semplicemente aprite una shell, entrate nella cartella che contiene il programma e digitate</p>
<pre>sbagen nomefile.sbg</pre>
<p>Spero di aver aiutato tutti gli amanti della binaural stimulation ad ascoltare i file di I-Doser che si sono più o meno legalmente procurati <img src='http://klezlab.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Rivoluzionario per Caso</title>
		<link>http://klezlab.altervista.org/rivoluzionario-per-caso</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Feb 2008 13:54:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>klez</dc:creator>
				<category><![CDATA[gpl]]></category>
		<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[sistemi operativi]]></category>

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		<description><![CDATA[Torniamo a recensire un saggio sul mondo dell&#8217;informatica, ignorando deliberatamente manuali di programmazione e guide ai &#8220;segreti&#8221; di sistemi operativi più o meno validi.
Il libro che recensiremo oggi è &#8220;Rivoluzionario per Caso&#8221; di Linus Torvalds. Questo è il racconto della vita informatica del celeberrimo creatore del kernel open source Linux, da quando programmava un Commodore64 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Torniamo a recensire un saggio sul mondo dell&#8217;informatica, ignorando deliberatamente manuali di programmazione e guide ai &#8220;segreti&#8221; di sistemi operativi più o meno validi.</p>
<p>Il libro che recensiremo oggi è &#8220;Rivoluzionario per Caso&#8221; di Linus Torvalds. Questo è il racconto della vita informatica del celeberrimo creatore del kernel open source Linux, da quando programmava un Commodore64 sulle ginocchia del nonno fino ai racconti sulla sua vita pubblica come baluardo dell&#8217;etica open source.</p>
<p><span id="more-32"></span>Il libro è raccontato in prima persona dallo stesso Linus, e ci presenta un programmatore timido, ma che d&#8217;altra parte si compiace del successo ottenuto, senza false modestie. A tratti si da dello stronzo, si distanzia dall battaglie politiche di Stallman, parla da tecnico.</p>
<p>La parte iniziale del libro è dedicata al racconto della vita di Linus in Finlandia, al freddo. Non stupisce più di tanto la scelta del pinguino come mascotte di Linux <img src='http://klezlab.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  . Poi per una buona parte del libro, l&#8217;autore ci descrive la genesi di Linux, partito come un programma didattico di emulazione terminale che Linus ha scritto per imparare l&#8217;uso dell&#8217;architettura 386, per poi diventare uno dei sistemi operativi più potenti al mondo.</p>
<p>Nell&#8217;ultima parte viene invece descritto il successo mediatico di Linux. Gli inviti alle convention, le seccature della notorietà, le richieste di assunzione da parte di grandi aziende, i dilemmi etici che coinvolgono Linus, i guadagni multimilionari di Red Hat e VA Linux.</p>
<p>Il tutto condito dal tipico umorismo geek di Linus.</p>
<p>Una lettura che consiglio per farsi un&#8217;idea di come sia realmente questo personaggio che tutti considerano un eroe popolare, fama che lui stesso rinnega, pur restando una persona degna della miglior stima.</p>
<p>Titolo: Rivoluzionario per caso &#8211; Come ho creato Linux (solo per divertirmi)<br />
Autori: Linus Torvalds &#8211; David Diamond<br />
Editore: Garzanti libri<br />
ISBN: 8811738962</p>
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		<title>Un Ministero multipiattaforma</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Nov 2007 13:14:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>klez</dc:creator>
				<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[mac os x]]></category>
		<category><![CDATA[windows]]></category>

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		<description><![CDATA[Un applauso al ministero degli interni. È notizia recente l&#8217;approvazione del decreto flussi, che pone un tetto massimo all&#8217;immigrazione nel nostro paese. Quest&#8217;anno in italia &#8220;47.100 ingressi sono riservati ai cittadini di Paesi che hanno sottoscritto accordi di cooperazione con l’Italia (4.500 albanesi; 1.000 algerini; 3.000 cittadini del Bangladesh; 8.000 egiziani; 5.000 filippini; 1.000 ghanesi; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un applauso al ministero degli interni. È notizia recente l&#8217;approvazione del decreto flussi, che pone un tetto massimo all&#8217;immigrazione nel nostro paese. Quest&#8217;anno in italia &#8220;47.100 ingressi sono riservati ai cittadini di Paesi che hanno sottoscritto accordi di cooperazione con l’Italia (4.500 albanesi; 1.000 algerini; 3.000 cittadini del Bangladesh; 8.000 egiziani; 5.000 filippini; 1.000 ghanesi; 4.500 marocchini; 6.500 moldavi; 1.500 nigeriani; 1.000 pakistani; 1.000 senegalesi; 100 somali; 3.500 cittadini dello Sri Lanka; 4.000 tunisini; 2.500 cittadini di altri Paesi non appartenenti all&#8217;Unione europea che nel frattempo concludano accordi finalizzati alla regolamentazione dei flussi di ingresso e delle procedure di riammissione). Altre quote riguardano invece specifici settori lavorativi: 65.000 posti saranno dedicati a colf e badanti, 14.200 agli addetti del settore edile, 1.000 ingressi per personale altamente qualificato e altri 30.000 per i restanti settori produttivi.&#8221; (Fonte: L&#8217;unità.it) .</p>
<p>Il punto qui non sono le cifre, bensì il fatto che quest&#8217;anno, invece di fare la coda alle poste, i candidati potranno compilare la domanda online, e i posti verranno assegnati in base a chi compila prima le domande.</p>
<p>Ciò detto, il mio plauso va al ministero che ha realizzato questo programma non solo per piattaforma windows, ma anche Linux e Mac Os X.</p>
<p>Stiamo forse andando incontro a una disgregazione dell&#8217;impero Microsoft nel campo delle Pubbliche Amministrazioni? La speranza è questa, almeno da parte mia.</p>
<p>Già un passo avanti è stato fatto da quando nelle PA è obbligatorio trasmettere documenti in formato elettronico in almeno un formato aperto (odt di OpenOffice.org, per esempio). Speriamo che pian piano si arrivi al risparmio di parecchio denaro pubblico introducendo anche programmi e sistemi operativi liberi nelle PA.</p>
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		<title>GPL &#8211; Punti di vista</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Feb 2007 23:07:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>klez</dc:creator>
				<category><![CDATA[gpl]]></category>
		<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[I puristi probabilmente mi vorranno morto dopo questo post  
Quella che segue è un&#8217;analisi riguardo alle limitazioni che la licenza GNU GPL impone.
La GPL afferma che è possibile copiare, vendere, modificare, redistribuire e trarre profitto dalle modifiche effettuate. MA c&#8217;è un ma&#8230; Chiunque modifichi il codice e lo voglia redistribuire è COSTRETTO dalla licenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I puristi probabilmente mi vorranno morto dopo questo post <img src='http://klezlab.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Quella che segue è un&#8217;analisi riguardo alle limitazioni che la licenza GNU GPL impone.</p>
<p>La GPL afferma che è possibile copiare, vendere, modificare, redistribuire e trarre profitto dalle modifiche effettuate. <strong>MA</strong> c&#8217;è un ma&#8230; Chiunque modifichi il codice e lo voglia redistribuire è COSTRETTO dalla licenza a redistribuire il nuovo codice sotto la medesima licenza. Si chiama &#8216;effetto virus&#8217; ed è ciò che garantisce che la libertà si propaghi, per così dire.</p>
<p>Vi prego di notare l&#8217;accostamento un po&#8217; &#8216;ossimorico&#8217; delle parole &#8216;costretto&#8217; e &#8216;libertà&#8217;. La GPL in effetti non è molto libertaria.</p>
<p>Mettiamoci nei panni di un&#8217;azienda. Io, software house XYZ impiego denaro e sviluppatori per modificare un software GPL per poi rivendere il mio software modificato ai clienti. Ora, la GPL mi costringe a rilasciare il mio software modificato sempre sotto GPL. Così un&#8217;azienda concorrente ABC può benissimo prendere il mio codice modificato e rivenderlo senza spesa, poiché l&#8217;investimento e la spesa l&#8217;ho fatta io, mentre loro hanno solo preso e rivenduto.</p>
<p>Sì, è vero, ho perso in parte (e sottolineo, in parte) il mio idealismo. Se un&#8217;azienda ci spende dei soldi mi pare giusto che abbia almeno un ritorno. Non deve per forza donare alla comunità (non tutti sono filantropi <img src='http://klezlab.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  ). Certo, può farlo, ma deve avere la libertà di poter scegliere. E la GPL da sola questa libertà non la da.</p>
<p>L&#8217;ideale, a mio parere, sarebbe rilasciare i propri progetti sotto doppia licenza. Da una parte una licenza simil-GPL (per chi vuole modificare il mio software e rendere pubbliche le modifiche) e dall&#8217;altra (ad esempio) la BSD, che permette derivazioni &#8220;commerciali&#8221; (o meglio, proprietarie) del proprio software. Insomma, XYZ potrebbe prendere il software, modificarlo e rendere &#8220;a sorgente chiuso&#8221; le  modifiche apportate, per poi venderlo ai propri clienti, così ABC dovrebbe investire a sua volta denaro per stare al passo. È la concorrenza, funziona così.</p>
<p>Quindi io, amministratore del progetto open source potrei concordarmi con XYZ per vendere loro (sì, ci farei pure i soldi <img src='http://klezlab.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> ) il mio software con licenza BSD, con l&#8217;impegno da parte loro di non appropriarsi indebitamente del codice scritto da me e dalla community. Parallelamente la mia community continuerà a usare e migliorare la versione GPL del mio software, che le aziende potranno poi utilizzare a loro volta (acquistando di nuovo la licenza o cose così&#8230;)</p>
<p>Spero di essere stato chiaro <img src='http://klezlab.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Se vedete un tizio somigliante a un misto tra Marx e Gesù e rispondente al nome di Richard Stallman che mi cerca, voi non mi avete visto <img src='http://klezlab.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Windows vs. Linux</title>
		<link>http://klezlab.altervista.org/windows-vs-linux</link>
		<comments>http://klezlab.altervista.org/windows-vs-linux#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Feb 2007 10:35:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>klez</dc:creator>
				<category><![CDATA[confronto]]></category>
		<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[windows]]></category>

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		<description><![CDATA[Le promesse cerco di mantenerle sempre 
Quindi ecco il mio articoletto sul confronto Windows-Linux.
Me lo giocherò come una partita, quindi ad ogni caratteristica positiva aggiungerò un punto ai contendenti.
Premessa importante
Io mi baso sulla mia esperienza personale. Per quanto riguarda Linux ho usato varie distribuzioni, con kernel serie 2.4 e 2.6 (quindi ragionevolmente stabili).
Per quanto riguarda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le promesse cerco di mantenerle sempre <img src='http://klezlab.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Quindi ecco il mio articoletto sul confronto Windows-Linux.<br />
Me lo giocherò come una partita, quindi ad ogni caratteristica positiva aggiungerò un punto ai contendenti.</p>
<p><strong>Premessa importante<br />
</strong>Io mi baso sulla mia esperienza personale. Per quanto riguarda Linux ho usato varie distribuzioni, con kernel serie 2.4 e 2.6 (quindi ragionevolmente stabili).<br />
Per quanto riguarda Windows, la mia memoria mi permette di tornare indietro solo al Me Millenium Edition, quindi giudicherò solo quest&#8217;ultimo e Windows XP (Vista non l&#8217;ho ancora provato, e sui vari Windows 2000 non ci ho lavorato abbastanza estensivamente da poter giudicare).</p>
<p>Dunque si cominci: Windows 0 &#8211; 0 Linux</p>
<p><strong>Semplicità d&#8217;uso<br />
</strong>Mah, direi che dipende. Windows è sicuramente più user friendly, ma anche le versioni di Linux appositamente create per il desktop non scherzano. Una su tutte: Mandrake (Mandriva non l&#8217;ho provato, ma penso si discosti di poco). Quindi possiamo già cominciare sfatando il mito di Linux che è difficile da usare. L&#8217;importante è quello che ci vuoi fare. Se vuoi usarlo per navigare in internet, leggere la posta e scrivere documenti/fogli di calcolo, non è assolutamente inferiore a Windows.</p>
<p>Windows 1 &#8211; 1 Linux</p>
<p><strong>Possibilità di personalizzazione<br />
</strong>Qua Linux vince assolutamente. Provate a personalizzare il kernel di windows e poi fatemi sapere.</p>
<p>Windows 1 &#8211; 2 Linux</p>
<p><strong>Stabilità</strong><br />
Anni fa Microsoft decise che per rendere più veloce l&#8217;interfaccia, tanto valeva farla girare in kernel space. E fu il caos. Appena crashava un programma con interfaccia, c&#8217;erano serie possibilità che crashasse il tutto. E questo fino all&#8217;avvento di XP. Finalmente con XP si è cercato di separare l&#8217;interfaccia dal kernel. E direi che ha funzionato. Nonostante le varie voci sull&#8217;instabilità di XP, mi vien da dire che è il miglior sistema che Microsoft abbia creto (tecnicamente parlando). L&#8217;ho visto crashare piuttosto raramente (almeno una volta avviato&#8230;).<br />
Su Linux non credo ci sia bisogno di dire nulla. Mi è crashato una volta in oltre 5 anni&#8230;</p>
<p>Windows 2 &#8211; 3 Linux</p>
<p><strong>Disponibilità di software post-installazione</strong><br />
Appena installato un sistema Linux ci puoi fare un server, appena installato Windows ci puoi giocare a campo minato (anzi, prato fiorito). Ai posteri l&#8217;ardua sentenza (anzi, no&#8230;)</p>
<p>Windows 2 &#8211; 4 Linux</p>
<p><strong>Sicurezza</strong><br />
Allora, cominciamo col dire che Linux ancora prima di diventare un kernel vero e proprio, è nato per essere un&#8217;emulatore di terminale, quindi si può dire che sia nato su internet. Questo però fino al 94 (o 96?) non lo ha portato a una gran sicurezza, dato che non era stato inizialmente progettato per lavorare in rete con altri computer. Ma nel giro di questi ultimi undic&#8217;anni&#8230; wow (per parafrasare Microsoft)! Linux è intrinsecamente sicuro per svariati motivi: 1)Un utente non può toccare le cartelle di un altro utente, né tanto meno i file di sistema, quindi un virus non riuscirebbe a fare danni eccessivi. 2)C&#8217;è un firewall addirittura integrato nel kernel (netfilter). Ora, gli utenti Windows fino al Service Pack 2 per Windows XP hanno dovuto affidarsi a prodotti di terze parti (che da un punto di vista puramente concorrenziale non era male), quindi di default, finché non ci si procurava un firewall si era esposti un po&#8217; a tutto.<br />
D&#8217;altra parte, configurare il firewall di Linux non è proprio l&#8217;operazione più semplice di sto mondo. Oddio, Fedora ad esempio fornisce un ottimo tool di configurazione, per le altre distribuzioni non so&#8230; Ma sì, diamo un punto a entrambi i contendenti&#8230;</p>
<p>Windows 3 &#8211; 5 Linux</p>
<p><strong>Libertà/Licenza/Prezzo</strong><br />
C&#8217;è bisogno di discutere? Linux lo puoi scaricare gratuitamente, installare quante volte vuoi, lo puoi vendere, modificare e redistribuire le tue modifiche, ovviamente permettendo agli altri di fare altrettanto. Windows lo devi pagare un tantino, lo puoi installare su tot computer al massimo (sto parlando in termini prettamente legali ovviamente), non lo puoi copiare, modificare e redistribuire modificato. A chi dite che lo do il punto?</p>
<p>Window 3 &#8211; 6 Linux</p>
<p><strong>Videogiochi</strong><br />
Ahimé, qui Linux ci perde abbastanza. Le motivazioni comunque sono economiche, non tecnologiche. Sviluppare il porting di un gioco costa, e non poco. Ed essendo la base di utenza desktop di Linux abbastanza ristretta, alle aziende non conviene sviluppare giochi se non son sicure di venderli. Alcuni giochi sono stati portati su Linux (Neverwinter Nights, Quake 3, Unreal Tournament 2004 per citarne alcuni) ma non sono sufficienti per assegnargli il punto&#8230;</p>
<p>Windows 4 &#8211; 6 Linux</p>
<p><strong>Conclusioni</strong><br />
Ora come ora non mi vengono in mente altri termini di paragone, nel caso fatemi sapere e vedrò di aprire un confronto pure su quelli.</p>
<p>Allora, Linux a mio parere  vince. Cioè, in realtà dipende da cosa uno ci deve fare. Ripeto, se ci si deve solo navigare, leggere email e usare programmi da ufficio (videoscrittura, fogli di calcolo, presentazioni&#8230;) direi che Linux sia una scelta piuttosto consigliabile. Anche se si è programmatori è una buona scelta (anche se è meglio non fissarsi su un unica piattaforma come sviluppatori), magari avendo sia Windows che Linux installati contemporaneamente, o lavorando di Virtual Machines.<br />
Per i giochi&#8230; ahimè, mi sono già espresso a riguardo, ma sinceramente ne sento relativamente la mancanza. E poi a me piacciono anche i vecchi giochi per dos e quelli per game boy advance, quindi l&#8217;emulazione sopperisce eccellentemente alla mancanza di titoli nativi per Linux <img src='http://klezlab.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Sul lato server non ci sono dubbi. Linux, punto.</p>
<p>Detto questo a voi la parola, se avete commenti costruttivi (niente flames) fateli pure.</p>
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		<title>Perché Linux?</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Feb 2007 19:03:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>klez</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La frase che ogni aspirante hacker/smanettone si sente dire appena chiede informazioni: &#8220;Installati Linux&#8221;
Domanda: &#8220;Perché?&#8221;
Risposta: &#8220;Perché è meglio di Windows&#8221;
Ok, cerchiamo di essere obbiettivi. Perché un aspirante hacker/smanettone dovrebbe installare Linux?
La prima volta che ho sentito parlare di Linux avevo 15 anni, nel 2002, poco prima del caso SCO (ne parlerò in un altro post). [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La frase che ogni aspirante hacker/smanettone si sente dire appena chiede informazioni: &#8220;Installati Linux&#8221;<br />
Domanda: &#8220;Perché?&#8221;<br />
Risposta: &#8220;Perché è meglio di Windows&#8221;</p>
<p>Ok, cerchiamo di essere obbiettivi. Perché un aspirante hacker/smanettone dovrebbe installare Linux?<br />
La prima volta che ho sentito parlare di Linux avevo 15 anni, nel 2002, poco prima del caso SCO (ne parlerò in un altro post). Allora mi ero avvicinato al mondo dell&#8217;informatica underground, per così dire, ovvero hacking, cracking ecc&#8230; Insomma, stavo entrando un po&#8217; più in profondità nell&#8217;argomento rispetto all&#8217;utente medio. Avevo scaricato una piccola guida di <a href="http://www.kpevillage.org/" target="_blank">Kpe</a> (l&#8217;allora &#8216;leader&#8217; di Insomnia Crew, ora sciolta) chiamata pomposamente Hack Kolossal (in realtà poco più di una guida per principianti, ma che mi ha aiutato molto). Una delle prime cose che l&#8217;autore consigliava era l&#8217;installazione di Linux. Al che io ho comprato una rivista in edicola che conteneva tre CD. Uno era <a href="http://knopper.net/knoppix/index-en.html" target="_blank">Knoppix</a> (per chi non lo sapesse, una distribuzione che non necessita di essere installata) e gli altri due la distribuzione Conectiva (ora fusa con Mandrake sotto il nome di <a href="http://www.mandriva.com/" target="_blank">Mandriva</a>). Così ho provato Knoppix e ne sono rimasto affascinato (soprattutto per la grafica). Con l&#8217;arrivo in casa di un rack con hard disk estraibili (quindi io e mio padre avevamo due hard disk separati) ho avuto l&#8217;occasione di installare Conectiva. In poche ore riuscii a installarlo. Certo, l&#8217;installazione non fu perfetta (tipo mancava l&#8217;audio) ma fu una vera soddisfazione.</p>
<p>Ecco il primo motivo per installare Linux (con un po&#8217; di preparazione alle spalle magari): la soddisfazione di fare qualcosa di un po&#8217; più complicato del solito click su &#8216;Continua&#8217; per installare un sistema operativo.</p>
<p>Vi do già da ora una seconda motivazione: l&#8217;immenso parco software disponibile già durante l&#8217;installazione. Installando Windows vi trovate Media Player (che già <a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=47535" target="_blank">non dovrebbe esserci</a>) e poco più. Installando Linux potete dopo l&#8217;installazione avere un <a href="http://www.apache.org/" target="_blank">server web</a> funzionante, o una workstation per sviluppare software.</p>
<p>Sono passati anni da allora, e di distribuzioni (differenti modi di &#8216;impacchettare&#8217; Linux) ne ho provate tante: <a href="http://www.redhat.com/" target="_blank">Red Hat</a>, <a href="http://www.debian.org/" target="_blank">Debian</a>, <a href="http://fedora.redhat.com/" target="_blank">Fedora</a>, Mandrake, qualche esperimento con <a href="http://www.dynebolic.org/">Dyne:bolic</a> e <a href="http://www.novell.com/it-it/linux/suse/" target="_blank">SuSE</a>&#8230; e ora mi sono stabilizzato su Fedora.</p>
<p>Terza motivazione: l&#8217;ampia scelta di alternative. Una distribuzione ti sembra troppo complicata (o troppo semplice)? Provane un&#8217;altra. <a href="http://distrowatch.com" target="_blank">Distrowatch</a> stima le distribuzioni Linux esistenti sull&#8217;ordine delle centinaia.</p>
<p>Quarta motivazione:  LINUX È LIBERO! Chiamatemi comunista, chiamatemi idealista, chiamatemi come volete, ma io sono fermamente convinto che l&#8217;informazione DEBBA essere libera, e se il software che processa le informazioni non è libero, non possiamo essere sicuri che l&#8217;informazione non venga corrotta o nascosta (basta tentare di modificare un file di configurazione in windows&#8230; molto difficile dato che sono file binari e non di testo). Inoltre è vergognoso che si debbano pagare esorbitanti costi di licenza per ottenere un software che funziona male, pieno di bug che, anche se critici, non vengono prontamente corretti. In Linux fortunatamente il discorso funziona diversamente: non è necessario pagare licenze d&#8217;uso, i bug ci sono lo stesso ma almeno vengono corretti nel giro di ORE a volte&#8230; e se uno è volenteroso può anche correggerseli da sé.<br />
Inoltre i file di configurazione sono file testuali, il che rende più semplice la loro modifica e l&#8217;adattamento alle proprie esigenze. Anche i formati in cui vengono salvati i file sono aperti, cosicché non si è vincolati a un solo programma per poter utilizzare un file.</p>
<p>Insomma, non vi sto obbligando a passare a Linux. Sto solo cercando di farvi valutare la situazione.</p>
<p>In un prossimo articolo cercherò di spiegare i pro e i contro di questa scelta.</p>
<p>Per ora saluti,<br />
t2k</p>
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