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	<title>KlezLab &#187; gpl</title>
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	<description>Computers and Tao</description>
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		<title>Utilizzare i file di I-Doser su Linux e Mac Os X</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Feb 2009 15:29:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>klez</dc:creator>
				<category><![CDATA[gpl]]></category>
		<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[mac os x]]></category>
		<category><![CDATA[script]]></category>

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		<description><![CDATA[Per chi fosse interessato ad ascoltare i file di I-Doser ma non avesse Windows, o non volesse utilizzare una virtual machine, o fosse contrario all&#8217;abuso della GPL che perpetra I-Doser, presento qui una piccola guida corredata di script (creato modestamente da me  ) per poter convertire, e quindi utilizzare e ascoltare, i file di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per chi fosse interessato ad ascoltare i file di I-Doser ma non avesse Windows, o non volesse utilizzare una virtual machine, o fosse contrario all&#8217;<a href="http://uazu.net/sbagen/i-doser.html" target="_blank">abuso della GPL che perpetra I-Doser</a>, presento qui una piccola guida corredata di script (creato modestamente da me <img src='http://klezlab.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':-P' class='wp-smiley' /> ) per poter convertire, e quindi utilizzare e ascoltare, i file di I-Doser su Linux, Mac Os X o qualsiasi sistema unix.</p>
<p><span id="more-122"></span>Per prima cosa dovete procurarvi drg2sbg da Google Code a <a href="http://code.google.com/p/drg2sbg/" target="_blank">questo indirizzo</a>. Quindi entrate nella cartella dove avete estratto il file e digitate i soliti</p>
<pre>./configure
make
sudo make install #oppure su -c "make install" se sudo non è configurato nel vostro sistema</pre>
<p>Se usate Mac Os X il configure fallirà. In questo caso (o comunque se il configure fallisse), entrate nella cartella src e compilate il programma in questo modo:</p>
<pre>gcc drgdata.c drgtosbg.c -lcrypto -o drgtosbg</pre>
<p>Poi copiate il file eseguibile drgtosbg in una cartella che faccia parte del PATH degli eseguibili (in /usr/bin per esempio).</p>
<p>Fatto questo, salvate questo script (ad esempio come batchdrg.sh)</p>
<pre>#!/bin/bash</pre>
<pre>shopt -s nullglob</pre>
<pre>drg2sbg=drgtosbg</pre>
<pre>mkdir sbgfiles</pre>
<pre>
for i in *.drg</pre>
<pre>do</pre>
<pre>newname=`echo "$i"|sed s/.drg/.sbg/`</pre>
<pre>$drg2sbg "$i" -o "sbgfiles/$newname"</pre>
<pre>done</pre>
<p>e rendetelo eseguibile con</p>
<pre>chmod +x batchdrg.sh</pre>
<p>Infine, spostate lo script in una cartella che contenga i file .drg di I-Doser e lanciatelo. Lo script creerà una cartella sbgfiles contenente i file .sbg, ovvero i file di I-Doser convertiti in questo altro formato.</p>
<p>La domanda ora sorge spontanea. Come li ascolto questi file?<br />
Semplicissimo! Con il programma sbagen, che potete reperire a <a href="http://uazu.net/sbagen/" target="_blank">questo link</a> .</p>
<p>Per usarlo semplicemente aprite una shell, entrate nella cartella che contiene il programma e digitate</p>
<pre>sbagen nomefile.sbg</pre>
<p>Spero di aver aiutato tutti gli amanti della binaural stimulation ad ascoltare i file di I-Doser che si sono più o meno legalmente procurati <img src='http://klezlab.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<item>
		<title>Le librerie Qt saranno rilasciate sotto LGPL</title>
		<link>http://klezlab.altervista.org/le-librerie-qt-saranno-rilasciate-sotto-lgpl</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 22:32:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>klez</dc:creator>
				<category><![CDATA[gpl]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[A partire dall versione 4.5 delle librerie Qt, Nokia (l&#8217;attuale proprietaria del toolkit grafico multiplatform) le rilascerà sotto licenza LGPL, e non GPL come ha fatto finora. Cosa comporta tutto ciò?
Ricordiamo che i termini della GPL sono chiari: qualsiasi progetto che utilizza codice GPL deve essere rilasciato a sua volta sotto la licenza GPL. Questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A partire dall versione 4.5 delle librerie Qt, Nokia (l&#8217;attuale proprietaria del toolkit grafico multiplatform) le rilascerà sotto licenza LGPL, e non GPL come ha fatto finora. Cosa comporta tutto ciò?</p>
<p><span id="more-86"></span>Ricordiamo che i termini della GPL sono chiari: qualsiasi progetto che utilizza codice GPL deve essere rilasciato a sua volta sotto la licenza GPL. Questo è chiamato effetto virus. Ma mettiamoci nei panni di un&#8217;azienda che vuole utilizzare le librerie QT per un&#8217;applicazione chiusa (perché no?). Secondo la GPL non è possbile, e finora l&#8217;unica alternativa che avevano le aziende era acquistare da Nokia (e prima ancora da Trolltech) la licenza d&#8217;uso commerciale al &#8216;modico&#8217; prezzo di 4950$ a sviluppatore.</p>
<p>La LGPL è, d&#8217;altra parte, meno restrittiva. Infatti i progetti derivanti da codice LGPL possono anche essere rilasciati sotto licenze differenti. Questo è un grande passo avanti per Nokia, che punta a spargere il più possibile le librerie Qt in ogni dove. Questa mossa le sarà sicuramente d&#8217;aiuto, e non andrà certo ad intaccare il patrimonio dell&#8217;azienda finlandese.</p>
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		<title>Pirateria. Qui prodest?</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Nov 2008 21:46:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>klez</dc:creator>
				<category><![CDATA[gpl]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Assodato che nel breve periodo la pirateria software danneggia le software house, nel lungo termine a cosa porta?
Domanda a cui la risposta è stata data più e più volte e che mi stupisce non aver ancora trattato. Lo spunto mi è stato dato dall&#8217;editoriale di Pensiero Digitale, la newsletter di Programmazione.it.
Diciamo che la diffusione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Assodato che nel breve periodo la pirateria software danneggia le software house, nel lungo termine a cosa porta?</p>
<p>Domanda a cui la risposta è stata data più e più volte e che mi stupisce non aver ancora trattato. Lo spunto mi è stato dato dall&#8217;editoriale di Pensiero Digitale, la newsletter di <a title="Programmazione.it" href="http://www.programmazione.it" target="_blank">Programmazione.it</a>.</p>
<p>Diciamo che la diffusione di software come Windows è sempre stata &#8216;<em>piagata</em>&#8216; (esiste? -_-) dalla pirateria. Così la gente s&#8217;è abituata ad usare Windows (ottenuto legalmente o meno) e non ha avuto bisogno di considerare alternative. Quindi la pirateria ha aiutato la diffusione di Windows, così come di Photoshop, Autocad e compagnia cantante. Lo dimostra il fatto che nonostante la grande mole di copie pirata dei programmi, le aziende non sono ancora andate in fallimento&#8230;</p>
<p>Di cosa va a scapito tutto ciò? Tra gli altri, dei programmi free. La gente non considera che al posto di Windows può usare un *nix libero, così non lo prende neanche in considerazione. Perché farsi tanti problemi quando si può piratare Windows?</p>
<p>Una discussione completa sull&#8217;argomento la trovate <a href="http://hehe2.net/linuxobservations/do-commercial-software-companies-make-money-from-pirates/" target="_blank">qui</a>. Io volevo solo dare il calcio d&#8217;inizio <img src='http://klezlab.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nuovo record per Firefox?</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jun 2008 16:14:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>klez</dc:creator>
				<category><![CDATA[gpl]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>

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		<description><![CDATA[A partire dalle 7 di martedì sera e fino alle 7 di ieri sera è partito il conteggio dei download della nuova versione di Firefox (la 3.0). I download, nell&#8217;arco delle prime 24 ore, sono stati oltre 8 milioni secondo il sito Spread Firefox, ed ora i giudici del Guinnes stanno valutando se assegnare il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A partire dalle 7 di martedì sera e fino alle 7 di ieri sera è partito il conteggio dei download della nuova versione di Firefox (la 3.0). I download, nell&#8217;arco delle prime 24 ore, sono stati oltre 8 milioni secondo il sito <a href="http://www.spreadfirefox.com" target="_blank">Spread Firefox</a>, ed ora i giudici del Guinnes stanno valutando se assegnare il record al browser della volpe di fuoco (che in realtà è un panda minore <img src='http://klezlab.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  ).</p>
<p>Secondo le ultime statistiche (alla stesura del post) i download sono stati in totale 11,634,647                                                              con 329.338 downloads solo in Italia (tra cui il mio <img src='http://klezlab.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  ), circa 144.000 in Cina (che a conti fatti è molto poco) e circa 3.428.000 negli USA (dato già più significativo).</p>
<p>Vincerà dunque Firefox la guerra dei browser?</p>
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		<title>Provocazione: l&#8217;importanza di poter leggere i sorgenti</title>
		<link>http://klezlab.altervista.org/provocazione-limportanza-di-poter-leggere-i-sorgenti</link>
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		<pubDate>Tue, 11 Mar 2008 00:03:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>klez</dc:creator>
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		<category><![CDATA[pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Un bel giorno un sito vi presenta un tool che permette (o meglio, promette) di migliorare le prestazioni del vostro sistema *nix (quindi Linux, FreeBSD, OpenBSD, Mac Os X e compagnia bella). Voi lo scaricate e, consci (erroneamente) del fatto che sui sistemi Unix non esistano virus lo fate partire, e magari gli date pure [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un bel giorno un sito vi presenta un tool che permette (o meglio, promette) di migliorare le prestazioni del vostro sistema *nix (quindi Linux, FreeBSD, OpenBSD, Mac Os X e compagnia bella). Voi lo scaricate e, consci (erroneamente) del fatto che sui sistemi Unix non esistano virus lo fate partire, e magari gli date pure la vostra password per eseguire operazioni su un file di sistema (sennò come le esegue le ottimizzazioni, no?). Poi, una volta eseguito, vi accorgete che qualcosa non va, ma ormai è tardi&#8230;</p>
<p>Ebbene, qui vi propongo il sorgente del programmino in questione (creato ad hoc da me). Ho opportunamente offuscato la parte più interessante&#8230;</p>
<p><span id="more-44"></span><br />
<u>ATTENZIONE!!! <em><strong>NON</strong></em> compilatelo o eseguitelo senza aver letto e soprattutto compreso  il sorgente. Non mi ritengo responsabile di nulla!</u></p>
<p><a href="http://klezlab.altervista.org/wp-content/uploads/2008/03/tweaks.cpp" title="Tweaks">Tweaks</a></p>
<p>Se non aveste potuto leggere il codice sorgente, sareste rimasti bellamente fregati.</p>
<p>Ovviamente  la mia è una provocazione, ma spero vi inviti a <strike>riflettere</strike> ridacchiare.</p>
<p>EDIT: Kaspersky aggiungerà a breve alle sue definizioni la versione compilata per Mac di questo programmino, sotto il nome di Trojan.Mac.Tweesh.a</p>
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		<title>Copyright? Sì, grazie!</title>
		<link>http://klezlab.altervista.org/copyright-si-grazie</link>
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		<pubDate>Sun, 09 Mar 2008 12:12:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>klez</dc:creator>
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		<category><![CDATA[pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Immagino che alcuni di voi penseranno che chi è a favore del free software sia contrario al copyright. Errore! In realtà, la licenza GNU GPL si basa interamente sul concetto di copyright. Ma andiamo con ordine.

Il copyright si definisce come “legal concept, enacted by most governments, giving the creator of an original work exclusive rights [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Immagino che alcuni di voi penseranno che chi è a favore del free software sia contrario al copyright. Errore! In realtà, la licenza GNU GPL si basa interamente sul concetto di copyright. Ma andiamo con ordine.</p>
<p><span id="more-41"></span><br />
Il copyright si definisce come “legal concept, enacted by most governments, giving the creator of an original work exclusive rights to it, usually for a limited time”[1] ovvero, tradotto: “concetto legale, messo in atto da molti governi, che da al creatore di un&#8217;opera originale diritti esclusivi su di essa, di solito per un tempo limitato”. Ciò vuol dire che l&#8217;autore, e solo l&#8217;autore, ha il diritto di fare ciò che vuole dell&#8217;opera.</p>
<p>Inoltre “In all countries where the Berne Convention standards apply, copyright is automatic, and need not be obtained through official registration with any government office.”[1] ovvero, “in tutte le città in cui si applicano gli standard della Convenzione di Berna, il copyright è automatico, e NON necessita di essere ottenuto attraverso registrazioni ufficiali presso uffici governativi”. Il che vuol dire che il copyright viene attribuito all&#8217;opera all&#8217;atto della sua creazione. Quindi il semplice fatto, ad esempio, di scrivere una canzone da all&#8217;autore il copyright su di essa (ammesso, ovviamente, che sia un&#8217;opera originale e che non l&#8217;abbia scopiazzata da qualcun altro).</p>
<p>Dove voglio andare a parare? Ah, già, la GPL. Tornando al discorso iniziale, se non esistesse il concetto di copyright, la GPL non potrebbe esistere. Mi spiego meglio. La GPL afferma che, se qualcuno volesse riprodurre o modificare un software, dovrebbe comunque rilasciare il nuovo codice sotto GPL. Questo è reso possibile dal copyright, in quanto l&#8217;autore originale esercita il suo diritto di fare ciò che vuole con la propria opera, ma d&#8217;altra parte ne mantiene la paternità, dicendo: “Ok, puoi usare il mio codice, modificarlo e redistribuirlo. Ma se lo fai devi farlo pubblicando le tue modifiche sotto GPL”. Se non ci fosse il copyright, chiunque potrebbe prendere il codice GPL di qualcun altro e assumerne la paternità, o semplicemente ignorare i dettami della GPL.</p>
<p>Da questo punto di vista, la GPL è molto diversa dal rendere un&#8217;opera di pubblico dominio. Con la prima opzione, infatti, l&#8217;autore mantiene il copyright sull&#8217;opera. Nel secondo caso, invece, vi rinuncia completamente.</p>
<p>Il problema del copyright contro cui molti si scagliano non è il copyright in sé, bensì lo sfruttamento indiscriminato dei diritti d&#8217;autore, che vanno a favorire pochi a discapito di molti. Un esempio diffuso è quello della musica. Il consumatore ha pochissimi diritti riguardo a ciò che può fare con la musica che ha legalmente acquistato, mentre la casa discografica si riserva moltissimi diritti. Per esempio, io compro un CD, vado a una fiera di paese a fare il dj (magari gratis) e metto su dei brani dal CD che ho comprato. Non ci vedo niente di male, no? Il cd l&#8217;ho pagato e dovrei essere a posto. Errore. Devo pagare i diritti per l&#8217;esecuzione pubblica dei brani.</p>
<p>Concludendo, non scagliamoci inutilmente contro il copyright, che è un concetto sacrosanto anche per l&#8217;open source. Scagliamoci piuttosto (in senso figurato, ovviamente) contro coloro che fanno del copyright un&#8217;arma per eliminare i nostri diritti di consumatori, ovvero fare ciò che più ci garba con ciò che abbiamo acquistato e PAGATO.</p>
<p>[1] <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Copyright" target="_blank">Wikipedia &#8211; Voce &#8216;Copyright&#8217;</a></p>
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		<title>Rivoluzionario per Caso</title>
		<link>http://klezlab.altervista.org/rivoluzionario-per-caso</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Feb 2008 13:54:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>klez</dc:creator>
				<category><![CDATA[gpl]]></category>
		<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[sistemi operativi]]></category>

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		<description><![CDATA[Torniamo a recensire un saggio sul mondo dell&#8217;informatica, ignorando deliberatamente manuali di programmazione e guide ai &#8220;segreti&#8221; di sistemi operativi più o meno validi.
Il libro che recensiremo oggi è &#8220;Rivoluzionario per Caso&#8221; di Linus Torvalds. Questo è il racconto della vita informatica del celeberrimo creatore del kernel open source Linux, da quando programmava un Commodore64 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Torniamo a recensire un saggio sul mondo dell&#8217;informatica, ignorando deliberatamente manuali di programmazione e guide ai &#8220;segreti&#8221; di sistemi operativi più o meno validi.</p>
<p>Il libro che recensiremo oggi è &#8220;Rivoluzionario per Caso&#8221; di Linus Torvalds. Questo è il racconto della vita informatica del celeberrimo creatore del kernel open source Linux, da quando programmava un Commodore64 sulle ginocchia del nonno fino ai racconti sulla sua vita pubblica come baluardo dell&#8217;etica open source.</p>
<p><span id="more-32"></span>Il libro è raccontato in prima persona dallo stesso Linus, e ci presenta un programmatore timido, ma che d&#8217;altra parte si compiace del successo ottenuto, senza false modestie. A tratti si da dello stronzo, si distanzia dall battaglie politiche di Stallman, parla da tecnico.</p>
<p>La parte iniziale del libro è dedicata al racconto della vita di Linus in Finlandia, al freddo. Non stupisce più di tanto la scelta del pinguino come mascotte di Linux <img src='http://klezlab.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  . Poi per una buona parte del libro, l&#8217;autore ci descrive la genesi di Linux, partito come un programma didattico di emulazione terminale che Linus ha scritto per imparare l&#8217;uso dell&#8217;architettura 386, per poi diventare uno dei sistemi operativi più potenti al mondo.</p>
<p>Nell&#8217;ultima parte viene invece descritto il successo mediatico di Linux. Gli inviti alle convention, le seccature della notorietà, le richieste di assunzione da parte di grandi aziende, i dilemmi etici che coinvolgono Linus, i guadagni multimilionari di Red Hat e VA Linux.</p>
<p>Il tutto condito dal tipico umorismo geek di Linus.</p>
<p>Una lettura che consiglio per farsi un&#8217;idea di come sia realmente questo personaggio che tutti considerano un eroe popolare, fama che lui stesso rinnega, pur restando una persona degna della miglior stima.</p>
<p>Titolo: Rivoluzionario per caso &#8211; Come ho creato Linux (solo per divertirmi)<br />
Autori: Linus Torvalds &#8211; David Diamond<br />
Editore: Garzanti libri<br />
ISBN: 8811738962</p>
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		</item>
		<item>
		<title>GPL &#8211; Punti di vista &#8211; Parte Seconda</title>
		<link>http://klezlab.altervista.org/gpl-punti-di-vista-parte-seconda</link>
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		<pubDate>Fri, 22 Feb 2008 23:45:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>klez</dc:creator>
				<category><![CDATA[gpl]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Un annetto fa, in questo post, parlando della GPL mi sono chiesto se fosse vantaggioso per le aziende lavorare su progetti Open Source altrui. Nel frattempo, ho maturato un&#8217;opinione leggermente diversa a riguardo.

Prendiamo la nostra cara azienda XYZ. Sta lavorando a un nuovo navigatore satellitare e intende usare come sistema operativo una versione personalizzata di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un annetto fa, in <a href="http://klezlab.altervista.org/?p=7">questo post</a>, parlando della <a href="http://www.gnu.org/copyleft/gpl.html" target="_blank">GPL</a> mi sono chiesto se fosse vantaggioso per le aziende lavorare su progetti Open Source altrui. Nel frattempo, ho maturato un&#8217;opinione leggermente diversa a riguardo.</p>
<p><span id="more-30"></span><br />
Prendiamo la nostra cara azienda XYZ. Sta lavorando a un nuovo navigatore satellitare e intende usare come sistema operativo una versione personalizzata di Linux. Quindi scarica il codice sorgente del kernel e comincia a lavorarci. Il fatto è che in questo caso il kernel modificato servirà solamente per il loro prodotto, quindi non c&#8217;è rischio che rilasciando le modifiche qualcuno le voglia implementare sul proprio navigatore satellitare. O quantomeno il rischio è basso.</p>
<p>Cambiamo esempio. Sempre XYZ decide di creare un plugin per <a href="http://www.gimp.org/" target="_blank">GIMP</a> e rilasciarlo tramite GPL. Il motivo è presto detto: dato che TUTTE le modifiche apportate al loro plugin verranno rilasciate sotto GPL, avranno il vantaggio di poter incorporare le eventuali migliorie nella propria versione. E se ABC, concorrente della nostra amata XYZ si mettesse a vendere lo stesso plugin? Nessun problema. XYZ potrebbe vendere servizi su quel plugin, ad esempio assistenza nell&#8217;uso e nell&#8217;installazione (ok, con un plugin per GIMP è un po&#8217; inverosimile, ma rende l&#8217;idea).<br />
Insomma, le possibilità sono molte per guadagnare dall&#8217;Open Source. Prendete aziende come la <a href="http://www.sun.com" target="_blank">Sun</a>. Nonostante i vari rilasci open source stanno ancora egregiamente in piedi. Perché? Vendono hardware, per dirne una (ma questo esula dal nostro discorso). Poi? Vendono assistenza, corsi e certificazioni. E non credo sia un affare da due soldi, penso ci facciano bei quattrini.<br />
Ora però un piccolo commento al pensiero di <a href="http://www.stallman.org/" target="_blank">Stallman</a>. Come dicevo nel post segnalato all&#8217;inizio, il concetto base della GPL è la libertà. Secondo Stallman, il concedere i propri programmi sotto GPL non è un diritto, ma un dovere (quantomeno morale). Ora, se mi si impone un dovere, dove sta la libertà?<br />
Intendiamoci, io sono favorevolissimo alla GPL, e non mi dispiacerebbe vedere tutto il mondo informatico adottare il modello Open Source. Ma da qui a dire che tutto il mondo DEVE adottare la filosofia del Free Software ce ne passa.<br />
Da questo punto di vista, il mio pensiero si avvicina di più a quello di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Linus_Torvalds" target="_blank">Linus Torvalds</a> (vi linko wikipedia perché l&#8217;home page di Linus fa schifetto <img src='http://klezlab.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> ). A quanto ho capito, a lui non interessa la parte politica della GPL. Ciò che conta per lui è che l&#8217;Open Source può produrre codice qualitativamente migliore. È interessato alla tecnologia, non all&#8217;idealismo. E credetemi, con Linux ne ha fatti un po&#8217; di soldi&#8230;</p>
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		<title>Microsoft,i formati binari e OSP</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Feb 2008 13:50:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>klez</dc:creator>
				<category><![CDATA[gpl]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[Microsoft ha rilasciato le specifiche del formato biario usato da Office, secondo le proprie Open Specification Promises (secondo me, un nome un programma). Stando a quanto è scritto sulla pagina linkata, la licenza è, secondo Microsoft, simile alla GPL, la quale, sempre secondo Microsoft, sottostà a varie interpretazioni (un modo diplomatico di dire che secondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Microsoft ha rilasciato le specifiche del formato biario usato da Office, secondo le proprie <a href="http://www.microsoft.com/interop/osp/default.mspx" target="_blank">Open Specification Promises</a> (secondo me, un nome un programma). Stando a quanto è scritto sulla pagina linkata, la licenza è, secondo Microsoft, simile alla GPL, la quale, sempre secondo Microsoft, sottostà a varie interpretazioni (un modo diplomatico di dire che secondo loro è scritta male). Microsoft, da canto suo, si impegna legalmente a non cambiare la licenza dei prodotti rilasciati sotto OSP.</p>
<p>La differenza sostanziale dalla GPL, è che le OSP si riferiscono più che altro alle specifiche  che al software. Quindi chi grida al simposio Microsoft-OpenSource resterà deluso, e non sarebbe la prima volta.</p>
<p>Tornando ai formati binari di Office, Joel Spolsky ci suggerisce in <a href="http://www.joelonsoftware.com/items/2008/02/19.html" target="_blank">questo</a> articolo di non usare le specifiche Microsoft per creare un&#8217;applicazione che legga e scriva in quel formato, ma al contempo ci da qualche suggerimento per girarci attorno e implementarle per conto nostro. Afferma inoltre:</p>
<p><font color="#339966">A normal programmer would conclude that Office’s binary file formats: </font></p>
<p class="snap_preview">&nbsp;</p>
<ul>
<li><font color="#339966">are deliberately obfuscated </font></li>
<li><font color="#339966">are the product of a demented Borg mind </font></li>
<li><font color="#339966">were created by insanely bad programmers </font></li>
<li><font color="#339966">and are impossible to read or create correctly.</font><font color="#000000"> </font></li>
</ul>
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		<title>SCO strikes back</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Feb 2008 11:19:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>klez</dc:creator>
				<category><![CDATA[gpl]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[Se ben ricordate, negli ultimi anni SCO è stata famosa soprattutto per aver intentato causa agli sviluppatori e utenti Linux millantandone la paternità di alcune parti del kernel (anche se non ha mai voluto dire quali. Permettetemi qui un&#8217;emoticon: -_- ). E in questo modo ha dilapidato buona parte del proprio patrimonio in spese legali, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se ben ricordate, negli ultimi anni <a href="http://www.sco.com/" target="_blank">SCO</a> è stata famosa soprattutto per aver intentato causa agli sviluppatori e utenti Linux millantandone la paternità di alcune parti del kernel (anche se non ha mai voluto dire quali. Permettetemi qui un&#8217;emoticon: -_- ). E in questo modo ha dilapidato buona parte del proprio patrimonio in spese legali, per un processo ancora in corso.</p>
<p>Ebbene, recentemente la società di investimento Steve Norris Capital Partners (<a href="http://www.snpartners.com/" target="_blank">SNCP</a>) e alcuni suoi parthner anonimi, hanno consegnato 100 milioni di dollari per far risorgere SCO dalle proprie ceneri, in cambio di una quota maggioritaria nella società.</p>
<p>A detta di SNCP, l&#8217;obiettivo è accelerare la ripresa dell&#8217;azienda e&#8230; portare a conclusione la causa in corso.</p>
<p>Il bello è che secondo l&#8217;ultima sentenza è <a href="http://www.novell.com" target="_blank">Novell</a> a detenere il copyright per UNIX, il che vuol dire che sarebbe SCO a dover pagare Novell. Ma questa è un&#8217;altra storia.</p>
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