Computers and Tao
March 9th, 2007
Sì, sono un geek, e sono orgoglioso di esserlo.
Ignoriamo
l’etimologia alquanto pittoresca di questa parola (ovvero un fenomeno
da baraccone che stacca le teste delle galline a morsi) e diamo
un’occhiata alla definizione che Wikipedia da riguardo al termine:
Geek è un termine di origine anglosassone di etimo
oscuro (forse storpiatura del termine inglese gecko – in italiano
geco – come antonomasia per la particolare abilità
dell’animale di incollarsi agli oggetti o in riferimento alla sua
vita notturna). Indica una persona solitaria che è affascinata
dalla tecnologia e dalla fantasia. Il significato di geek non
coincide con quello di nerd.
La definizione di geek è
cambiata considerevolmente in questi anni. Qui sotto sono riportate
alcune definizioni della parola, dalle più recenti alle più
antiche. Tutte sono ancora in uso, tranne l’ultima.
Esistono diversi tipi di geek. Il geek informatico è il
più noto, ma per estensione ogni campo di studi e molte realtà
culturali hanno i loro geek. Per esempio esistono geek in politica,
geografia, scienze naturali, musica, storia, linguistica, sport, ma
anche tra i giocatori di ogni genere, tra i radio-amatori, tra i
fruitori di anime e manga (rispettivamente animazione e fumetto
giapponesi), più spesso detti otaku, tra gli appassionati
della serie televisiva Star Trek, chiamati trekkie o trekker, e in
molti altri àmbiti ancora.
Il termine geek ha sempre avuto
una connotazione negativa nella società in generale, infatti
essere descritti come geek tende ad essere un insulto. Il termine
recentemente è diventato meno spregiativo, o persino un titolo
onorifico in particolari campi o culture; ciò è
particolarmente evidente nelle discipline tecniche, dove la parola è
ora più che altro un complimento che indica straordinarie
abilità.
Personalmente mi piace molto l’ipotesi
etimologica riguardo al gecko
.
Scherzi a parte, lo status di geek non
va considerato come emarginazione sociale. A mio parere ci si può
considerare geek e continuare ad avere una vita al di fuori dell’area
di competenza specifica.
Si dice che il primo passo per essere
considerato geek è ammettere di esserlo. E io quindi lo
ammetto
. Per la precisione mi considero un geek di informatica e
musica.
Ora, descrivere a parole le mie
competenze e inclinazioni da geek può risultare lungo. Per
questo Robert Hayden ha inventato quello che è definito geek
code, ovvero un insieme di lettere e simboli che spiega
competenze e preferenze (e anche un po’ di aspetto fisico) di un geek
al resto della comunità.
A titolo informativo il mio è
GCS/E/IT/MU d- s: a– C++(+++)>$
UL++>++++$ P+>+++ L+++>$ !E W++ N+ o? K–? !w— !O M+>++
V? PS+ PE Y+ PGP !t 5? X R tv->– b++ DI D++ G e h– r++ y+
Non sto a farvi tutta la traduzione,
potete fare copia e incolla nel geek
decoder e leggere da voi la traduzione.
Se invece voleste
crearvi un geek code potete usare questo
sito.
Vorrei inoltre segnalarvi un fumetto in
strip online. Si intitola GPF
– General Protection Fault, il nome dice tutto
. Devo
ammettere che negli ultimi tempi la storia ha preso una piega un po’
meno “informatica” (il link che ho messo si riferisce al primo
numero in assoluto), ma penso che questa parte della serie stia per
finire, per poi tornare alle origini. Io vi consiglio di leggerlo
tutto dall’inizio (vi ci vorrà un po’, sono quasi 10 anni di
strips, ma meritano. Io li ho letti tutti) anche solo per capire
qualcosina di più sui personaggi. Le battute per addetti ai
lavori non mancano di certo, e probabilmente alcuni di noi tenderanno
a identificarsi con Nick o Fooker (due dei personaggi).
Penso che, nonostante i giornalisti e i
benpensanti bollerebbero noi geek come appartenenti alla cosiddetta
‚ÄúY Generation‚Äù (a me ’sti nomi inventati ad hoc dai cosiddetti
esperti danno un fastidio!), in realtà non vi apparteniamo,
almeno non completamente. La Y Generation usa le tecnologie, i geek
di solito contribuiscono a crearle, e in questo senso ci avviciniamo
di più al significato originario del termine Hacker.
Il punto della mia riflessione è:
Geek di tutto il mondo, unitevi! O quantomeno uscite allo scoperto e
dimostrate al mondo che ha bisogno di noi! Magari questo è un
po’ troppo presuntuoso, ma non credo si discosti tanto dalla verità
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